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Cateno De Luca fa "razzìa" di candidati scippati alla Dc, e per le Regionali dice: «Abbiamo le mani libere»

A livello nazionale, sostiene il sindaco di Taormina, «Sud chiama Nord è ben oltre l'1,5 per cento che ci viene riconosciuto». Ed è caccia alle alleanze

29 Settembre 2026, 12:50

13:00

Cateno De Luca fa "razzìa" di candidati scippati alla Dc, e per le Regionali dice: «Abbiamo le mani libere»

Quattro nuovi ingressi nella provincia di Agrigento, un percorso regionale tracciato e ambizioni nazionali in arrivo. Cateno De Luca delinea la strategia di Sud chiama Nord per le prossime settimane: «Non c'erano dubbi - esordisce - che Sud Chiama Nord avrebbe trovato la quadra perché ha avuto la capacità di non farsi assorbire né dal centrodestra né dal centrosinistra e oggi in un quadro nazionale la sua posizione è indispensabile».

Tra una «seduta spiritica» e l’altra, allargando le vedute verso le prossime elezioni nazionali, De Luca fa razzìa alla Democrazia Cristiana nell’Agrigentino. A far parte di Sud Chiama Nord arrivano Rino Castronovo, Totò Fanara, Marianna Zambito e Michele Sanfilippo, i primi tre consiglieri della Dc al Comune di Favara. «Cateno è un leader forte, che viene da un piccolo Comune e ha saputo espugnare Messina risolvendone i problemi, è un mostro politico che avrà successo», commentano i neo deluchiani.

Poi una serie di annunci, le «tappe già fissate per la destrutturazione», spiega il sindaco di Taormina, in vista della discussione della nuova legge elettorale alla Camera nell’ambito nazionale: «Il 27, 28 e 29 ottobre ci sarà a Roma l'assemblea nazionale che metterà in evidenza la struttura di Sud Chiama Nord con quella che realmente diventa una potenzialità che va ben oltre l'1,5 per cento che attualmente ci viene riconosciuto». Ma prima diversi appuntamenti, tra eventi pubblici e privatissimi: ad Assisi, il 4 ottobre ci sarà «la definizione della strategia nazionale in cui io – aggiunge De Luca – sarò spettatore non protagonista con altri rappresentanti politici e insieme ad un interlocutore preferenziale per noi, che ci ha chiamato. Questa è la strategia che ci permetterebbe di arrivare al 3 per cento».







La strategia nazionale però, continua De Luca, non interferisce con quella regionale. «Mani libere in Sicilia a prescindere da come chiuderemo il quadro nazionale. Questa è la pregiudiziale che ho posto, avendo tolto comunque la mia questione di essere io stesso il candidato alla presidenza in relazione alla possibile alleanza. Nessun condizionamento reciproco».

Poi un messaggio alle altre forze politiche siciliane: «Se qualcuno deciderà di aprire un eventuale tavolo in Sicilia ben venga, ma noi nel frattempo andiamo avanti con il nostro governo di liberazione». E Palermo? De Luca è sicuro, Lagalla «non c’è più, siamo oltre ormai, andiamo avanti con una linea tracciata». Domani all’Ars nuovo appuntamento, stavolta con il focus sul capoluogo, in cui verrà lanciato un «annuncio eclatante».