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il dibattito

A Trapani il Pef non passa: 15 posti di lavoro in bilico e consiglio tra polemiche e rinvii

Il "balletto" in aula tra accordi in conferenza dei capigruppo e il prelievo per il regolamento delle farmacie

30 Settembre 2026, 11:20

11:30

A Trapani il Pef non passa: 15 posti di lavoro in bilico e consiglio tra polemiche e rinvii

La montagna, è solito dirsi, partorisce il topolino. Parafrasando, il Consiglio comunale di Trapani nemmeno questo è riuscito a fare. Non ha trattato il tema più importante, il Pef, perché la proposta avanzata dalla dem Marzia Patti, di discuterlo subito, invertendo l’ordine del giorno, non ha raggiunto il quorum dei 12 voti necessari, per l’astensione in massa dell’opposizione. Si tratta del piano economico per la gestione dei rifiuti, che tradotto significa evitare il licenziamento di 15 persone. E a Palazzo Cavarretta nemmeno il topolino è uscito, a fine di una lunga seduta il presidente Mazzeo ha ottenuto di prelevare la delibera sul piano delle farmacie, ma al momento di votarla è mancato il numero legale. Prima di uscire dall’aula la capogruppo di Pd Uniti per Trapani, Monica Desideri, non le ha mandate a dire: «Prendiamo atto che per la maggioranza del Consiglio il Pef è meno importante del piano delle farmacie la cui approvazione non cambia nulla, senza il Pef invece mandate a casa 15 persone».

Ieri sera il presidente Mazzeo ha avuto al suo fianco un segretario qualificato, il dirigente dell’area finanziaria Gino Petrusa. C’erano quindi le condizioni per discutere di Pef e Tari 2026. Unico pubblico presente i lavoratori della società Formula Ambiente che rischiano il posto di lavoro. Senza Pef il Comune ha dovuto ridurre i servizi dati in appalto a questa società, che è aggiudicataria della raccolta Rsu, all’interno della società d’ambito, l’azienda in deficit di bilancio ha avviato le procedure di licenziamento collettivo. Già dall’avvio della seduta si è capito che nulla sarebbe stato fatto Mazzeo, risentito degli attacchi alla sua persona, ha dato ancora prova di aver perso la caratteristica super partes. La conferenza dei capigruppo aveva deciso che sarebbe stato il presidente a chiedere il prelievo della delibera sul Pef, Mazzeo invece dopo aver letto il verbale ha dichiarato che lasciava ai consiglieri il compito. Lo ha fatto così la dem Patti con il risultato finale del quale si diceva, inversione dei punti bocciata. Il Pef e la Tari 2026 restano all’ordine del giorno, difficile che stasera, ultima seduta della sessione, quando per il numero legale occorreranno 10 consiglieri, si possa tentare la carta del prelievo. Si torna daccapo, dalle proposte di decadenza di quattro consiglieri della maggioranza, delibere sulle quali l’opposizione pare averci perso il sonno. Se non il senno. Ma stasera l’aula è quasi certo che si ritroverà senza segretario, e quindi sarà un altro forfait.

Il dibattito sulla proposta di affrontare la delibera del Pef si è presto trasformato in un confronto sulla proposta, senza nemmeno averla prelevata. L’esito del voto, negativo per il prelievo, potrebbe essere ribaltato su ciò che accadrà il giorno in cui la delibera verrà votata. Una bocciatura che produrrebbe conseguenze gravi. Sul lavoro di 15 persone e sulla pulizia della città. Una vicenda che sebbene sia all’attenzione della prefettura, sollecitata dai sindacati, seguita con apprensione dai diretti interessati, da parte di Palazzo Cavarretta resta impigliata in una rete di tragedie e zizzanie, di polemiche e controversie.

Nonostante in aula a prendere la parola sono stati due tecnici, i dirigenti finanziario Petrusa e quello Utc, Amenta, nemmeno loro hanno fatto cambiare idea all’opposizione. Per loro approvare il Pef significa aumentare la Tari ai trapanesi, deciso il no anche se si tratta di aumenti irrisori. L'opposizione si è detta poco convinta dei deficit dell'azienda privata. Sbaglia tutto l’amministrazione che semmai dovrebbe approvare il consuntivo 2024, liberando le somme di avanza che potrebbero coprire il debito con la Formula Ambiente, o azzerarsi le indennità. Tranchida ha risposto dicendo che secondo questa logica “la Meloni dovrebbe rinunciare alle sue indennità e a quelle del Governo per affrontare il caro carburanti”

E a proposito di riduzione indennità una mozione è stata presentata dall’ex presidente del Consiglio comunale Giuseppe Guaiana, e sottoscritta da otto consiglieri della maggioranza, per rinunciare alle all’ indennità consiliari, intanto.

In aula il sindaco Tranchida ha cercato in tutti i modi di rendere trasparente la questione, in modo pacato, sfuggendo anche a provocazioni, le solite, ha ricostruito quello che si è discusso in prefettura, le soluzioni da affiancarsi. E’ vero che Pef e Tari approvate oggi avranno refluenza dal 2027, ma intanto per questi ultimi mesi del 2026 con l’azienda certa dell’esistenza di un nuovo Pef dal 2027, si possono trovare modi e metodi per salvare occupazione e garantire la città sotto il profilo igienico. Tranchida è preoccupato dell’aumento delle discariche abusive e dei pericoli del mancato spazzamento delle strade, in una città che è a rischio allagamenti. Ma parole che non hanno convinto l’opposizione che è chiaro più che guardare al presente, pensa già alle campagne elettorali.