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Il dato

Sicilia, obiettori all'85,8 per cento, diritto all'aborto a rischio

Dopo lo stop alle interruzioni volontarie di gravidanza al Policlinico di Palermo per mancanza di medici non obiettori, la Cgil denuncia l'elevata percentuale di obiettori nel 2023

30 Settembre 2026, 12:11

12:20

Diritto all'aborto

«Lo stop dell’interruzione volontaria di gravidanza al Policlinico di Palermo per mancanza di medici non obiettori è un fatto grave, ma è solo la punta dell’iceberg di una situazione critica da tempo da noi denunciata e confermata dal ministero della Salute, con dati definitivi del 2023, che ha rilevato nell’Isola l’85,8% di obiettori. E’ chiaro che occorrono interventi urgenti». Lo scrivono in una nota Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia ed Elvira Morana, responsabile del sindacato per le Politiche di genere.

«Ogni relazione ministeriale - osservano Messina e Morana - ha rilevato una situazione critica in Sicilia: scarso monitoraggio e mancanza di una lettura compiuta con il risultato della trasmissione al ministero di dati incompleti e tardivi, di fatto mancano dati aggiornati. I numeri fanno tuttavia emergere pesanti criticità: mancanza di medici non obiettori, eccessivo carico di lavoro in capo a un solo sanitario di una struttura. In Entrambi i casi - sottolineano - viene pregiudicato il diritto delle donne all’assistenza per un aborto sicuro e legale, garantito dalla legge ma non nei fatti».

La Cgil chiede all’assessore regionale alla salute, Marcello Caruso, un «incontro urgente alla ricerca di soluzioni al problema». «Si applichi - dicono Messina e Morana - la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge regionale 23 del giugno 2025, impugnata dal governo. Viene purtroppo negata la possibilità di assumere medici non obiettori- rilevano- ma nel dispositivo si afferma anche che c'è l’<strong;>obbligo di garantire immancabilmente il servizio».</strong;>

Le due esponenti sindacali sostengono che «al momento la Sicilia viola la Carta sociale europea».

«Ci auguriamo - concludono Messina e Morana - che l'inevitabile clamore dell’ultimo caso , quello del Policlinico di Palermo, sia da allarme e monito a trovare soluzioni. Siamo in attesa della convocazione del governo, che ci auguriamo arrivi tempestivamente».