costi della politica
Ecco quanto guadagnerebbero i presidenti delle ex province in Sicilia dopo l'ok alla proposta di Fdi
È passata in commissione bilancio all'Ars l'emendamento del capogruppo meloniano. Il Pd vota a favore, ma fuori dall'aula si spacca. Il dem Dipasquale: «Vergognoso e inaccettabile»
Un emendamento che aumenta i costi della politica di 360mila euro al mese. A tanto ammonta l'introduzione di indennità e rimborsi per presidenti e consiglieri delle ex province, approvata in commissione Bilancio all'Ars grazie alla proposta di Fratelli d'Italia, tramite il capogruppo Giorgio Assenza, e passata con i voti contrari di Movimento 5 stelle e Controcorrente.
La norma dovrà passare al vaglio dell'Aula parlamentare per l'ok definitivo. Intanto, i conti sugli aumenti li ha fatto il deputato del Pd Nello Dipasquale, molto critico nonostante i suoi colleghi di partito in commissione Bilancio abbiano espresso parere favorevole, mentre il presidente di commissione, il meloniano Dario Daidone, si è astenuto così come il governo regionale si è rimesso al volere dei parlamentari.
«Non è accettabile - dice Dipasquale - che l’indennità, per esempio, del Presidente del Libero Consorzio di Agrigento passi da 4mila euro a 9mila e 660 euro al mese, che quella di Enna passi da 3mila euro a 9mila 660 euro al mese, che quella del Presidente del Libero Consorzio di Siracusa passi da 2mila 208 euro al mese a 11mila con aumento di oltre 8mila e 830 euro al mese. Parliamo di quasi 370 mila euro al mese – aggiunge Dipasuale – che potrebbero essere destinati a ben altre esigenze dei siciliani». Per i consiglieri provinciali sono introdotti i rimborsi per le spese di viaggio.
Quando si fa notare a Dipasquale che il suo gruppo politico ha votato a favore, il deputato ricorda che «questa norma era stata già bocciata a maggio dall’Assemblea regionale siciliana e io resto coerente con la posizione che espressi in quell'occasione».

All'attacco anche il Movimento 5 stelle. «Mentre la Sicilia affoga e mancano i soldi per tutto e per tutti, la maggioranza cosa fa? Approva, nel contesto della variazione di bilancio, un emendamento che aumenta i costi relativi ai presidenti e ai consiglieri dei Liberi Consorzi», dicono i deputati M5s Nuccio Di Paola, Roberta Schillaci e Angelo Cambiano.
«È assurdo - aggiungono - che in un momento come questo in cui famiglie e imprese sono con l'acqua alla gola, il carrello della spesa esplode e il caro energia rischia di mettere in ginocchio l'economia della Sicilia, qui si pensa solo a garantire certa politica, per i quali i soldi si trovano sempre, mentre gran parte dei nostri emendamenti sono stati bocciati per mancanza di fondi. Per la corte di Schifani i soldi non mancano mai, per i bisogni dei siciliani sempre. Meno male che le si avvicinano, i siciliani, siamo sicuri, sapranno come comportarsi».
Per Ismaele La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro di Contracorrente si tratta di «un emendamento vergognoso cui noi ci siamo opposti col voto nostro voto contrario. Siamo all'ennesima follia del governo Schifani».
