Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
2 ottobre 2026 - Aggiornato alle 13:00
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×
☰

IL PROFILO

Il potere, le indagini e i silenzi: la storia di Gaetano Armao e Giusi Bartolozzi, la coppia più discussa della politica siciliana

Da Palermo a Roma due inchieste, due procure, due carriere tra tribunali, assessorati e ministeri

02 Ottobre 2026, 12:36

12:44

Il potere, le indagini e i silenzi: la storia di Gaetano Armao e Giusi Bartolozzi, la coppia più discussa della politica siciliana

La “bomba” è esplosa questa mattina con le perquisizioni scattate negli studi legali di Palermo e di Roma e nella casa dell'ex vice presidente della Regione siciliana Gaetano Armao. Il blitz è stata ordinato dalla Procura di Palermo, guidata da Maurizio De Lucia, che lo accusa di corruzione e ha chiesto per lui misure cautelari, compreso l'arresto. La parola passa ora al gip, dopo gli interrogatori preventivi. Nessuna decisione è stata presa, e conviene ricordarlo: in Sicilia spesso le notizie corrono più veloci delle sentenze.

Armao non è solo. Nel fascicolo ci sono altre otto persone, e per tutte la Procura ha chiesto misure cautelari. Tra loro l'avvocato Pierluigi Matta, alcuni imprenditori e il deputato regionale del Mpa Giuseppe Geremia Lombardo, nipote dell'ex governatore Raffaele Lombardo.

Gli altri nomi sono i manager Giuseppe Argirò e Marco Gentile Malacarne, Benedetta Veruska Costanzo, gli imprenditori Luigi Zancla (di Castroreale, nel Messinese), Mario Lupo e Sergio Vella. 

La commissione delle pratiche bloccate

Avvocato, docente universitario, ex vicepresidente e assessore della giunta Schifani, nell'agosto 2023 Armao era stato messo dal governatore alla guida della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali su fotovoltaico ed eolico. Il suo compito era sostanzialmente quello di sbloccare le pratiche di chi vuole investire in Sicilia e troppo spesso si arena nella burocrazia.

È lì che si è concentrata l'inchiesta. Le ipotesi di reato sono corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e corruzione per l'esercizio della funzione. Secondo le prime ricostruzioni, gli accertamenti riguardano un presunto sistema di rapporti corruttivi attorno a quella commissione.

La moglie, la toga e il ministero

Armao è il marito di Giusi Bartolozzi, ed è qui che la vicenda smette di essere soltanto palermitana. Bartolozzi, magistrata nata a Gela nel 1969, è stata giudice a Gela dal 2002, a Palermo dal 2009 e alla Corte d'Appello di Roma dal 2013. Nel 2018 ha lasciato la toga per la politica: eletta alla Camera con Forza Italia nel collegio di Agrigento, su indicazione di Silvio Berlusconi. Nel 2021 è passata al Gruppo misto, e a fine legislatura è rientrata in magistratura.

Il salto vero è arrivato a via Arenula, come capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dal 4 aprile 2024 al 24 marzo 2026. Lì si è guadagnata il soprannome di «zarina». Aveva un ufficio sterminato e venti persone alle dirette dipendenze, quello che le opposizioni chiamavano «il gabinetto del gabinetto».

Almasri e Capri

Di Bartolozzi si è parlato però soprattutto per altro. Il caso Almasri è quello del generale libico arrestato in Italia su mandato della Corte penale internazionale e rimpatriato dopo pochi giorni. La Procura di Roma ha indagato anche lei per false informazioni al pubblico ministero, dopo che era stata ascoltata dal Tribunale dei ministri. L'avviso di conclusione delle indagini è arrivato a febbraio 2026. «Sono completamente tranquilla», ha detto lei. Nordio le ha confermato «la massima e totale fiducia» e la sua «personale solidarietà».

C'è poi il capitolo Capri. Nell'autunno 2025 era in programma un convegno sulla digitalizzazione della giustizia. Nordio ha rinunciato all'ultimo momento, Bartolozzi invece ha raggiunto l'isola su una motovedetta della Guardia di finanza e ha alloggiato al Quisisana. Ne è nato un fascicolo alla Procura di Napoli, per verificare se quel passaggio in mare rientrasse nei protocolli di sicurezza del ministro. La Corte dei conti guarda invece all'eventuale danno erariale.

Le frasi che restano

Più di ogni fascicolo, a identificarla sono le sue parole. Durante la campagna sul referendum sulla giustizia, Bartolozzi disse in tv: «Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura». Disse anche che le toghe sono «plotoni di esecuzione». Alla domanda se avrebbe lasciato il Paese in caso di vittoria del No rispose senza giri di parole: «Assolutamente sì, perché io scappo… ho un'inchiesta in corso».

La guerra dentro casa

Il rapporto della coppia siciliana con i tribunali è passato anche dal salotto. Nel 2018 Carmela Transirico, ex moglie di Armao, presentò un esposto al Csm contro lui e Bartolozzi. Sosteneva che avessero messo in atto strategie per «rendere inaggredibili» alcuni beni immobiliari, aggirando gli obblighi economici nati dalla separazione. Seguirono ipoteche, pignoramenti e contenziosi.

Oggi ci sono due Procure, Palermo e Roma, più Napoli e la Corte dei conti. Per chi sognava di togliersi di mezzo la magistratura, di magistratura in giro non ce n'è mai stata tanta. Valgono comunque le regole di sempre: tutti sono presunti innocenti, e a dire come stanno davvero le cose saranno i giudici.