le reazioni
Corruzione e inchieste nel centrodestra, Armao solo l'ultimo caso: «Il tempo di Schifani è finito»
Dopo la richiesta di arresto dell'ex presidente della Cts e del deputato autonomista Lombardo, le opposizioni chiedono ancora una volta le dimissioni del governatore
Sull'ennesima inchiesta per corruzione che colpisce il centrodestra siciliano si registrano le reazioni delle opposizioni. Pd, Movimento 5 stelle e Controcorrente parlano, ancora una volta, di «gigantesca questione morale» considerato che i fari della magistratura non hanno risparmiato nessun partito della maggioranza del governo Schifani. Oggi è toccato a Gaetano Armao, che è stato assessore nei governi Lombardo e Musumeci e che Renato Schifani ha voluto alla guida di un organo fondamentale come la Cts, la commissione tecnico scientifica che deve rilasciare le autorizzazioni ambientali. Nella stessa inchiesta è coinvolto anche il deputato regionale Giuseppe Lombardo, nipote dell'ex presidente Raffaele, eletto tra le fila degli autonomisti.
«La corruzione è il male endemico della Regione siciliana ed è la ‘cifra’ di questi quattro anni di governo guidato da Schifani - attacca il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo - L’ultimo scossone questa mattina da Palermo con l’indagine che riguarda la commissione tecnico scientifica per le autorizzazioni ambientali e che coinvolge burocrati, tecnici, un deputato e anche il già presidente della commissione stessa, Gaetano Armao, che ha pure ricoperto ruoli apicali di governo nell’esecutivo guidato da Musumeci. Siamo in una fase preliminare e dunque è doverosa la prudenza. Ma in questo momento rinnoviamo stima e fiducia per il lavoro che la procura di Palermo, guidata da un magistrato attento e intransigente quale è Maurizio de Lucia, sta portando avanti con professionalità con tutto il suo ufficio».
Il capogruppo del M5S all'Ars Antonio De Luca cita gli ultimi casi - l'arresto del direttore della Motorizzazione di Palermo, Angelo Pizzuto, molto vicino all'assessore meloniano Alessandro Aricò, e il rinvio a giudizio dell'assessora Elvira Amata, pure lei di Fratelli d'Italia - ed esprime «preoccupazione» per «l'impressionante sequela di arresti, scandali e inchieste che coinvolgono l'attuale classe dirigente che sostiene Schifani che, siamo pronti a scommettere, anche su questa vicenda farà orecchie da mercante, così come ha fatto sul processo avviato nei confronti della sua assessora Elvira Amata che continua proprio imperterrita a rimanere al posto a dispetto delle accuse che pendono sulla sua testa. Che male hanno fatto i siciliani per meritare tutto questo? È arrivata l'ora di dire basta e cambiare drasticamente pagina».
Di «deriva del governo Schifani» parlano i deputati di Controcorrente Ismaele La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro. «Non si contano più gli arrestati, indagati e rinviati a giudizio. Verrebbe da dire ne resterà soltanto uno. Chiediamo con grande fermezza di porre fine a questo spettacolo indecoroso, Schifani comprenda che il suo tempo è finito. Liberi la Sicilia da queste continue vergogne e vada a casa».
Alleanza Verdi e Sinistra lancia «due sentitissimi appelli. Un primo appello lo rivolgiamo ai nostri alleati del campo progressista: li invitiamo a non inseguire più partiti o singoli esponenti politici gravemente e irrimediabilmente compromessi dall'appartenenza al centrodestra. Infine, un appello ancora più accorato lo rivolgiamo al popolo siciliano. La nostra splendida isola è stata devastata, saccheggiata e umiliata da una classe politica indegna. Indipendentemente da come andranno le inchieste e i processi, serve, nei confronti dei responsabili del disastro siciliano, una condanna politica ferma e senza appello da parte delle donne e degli uomini che hanno ancora a cura il futuro di questa terra, tanto bella quanto martoriata».

