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le reazioni

Corruzione e inchieste nel centrodestra, Armao solo l'ultimo caso: «Il tempo di Schifani è finito»

Dopo la richiesta di arresto dell'ex presidente della Cts e del deputato autonomista Lombardo, le opposizioni chiedono ancora una volta le dimissioni del governatore

02 Ottobre 2026, 15:49

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Corruzione e inchieste nel centrodestra, Armao solo l'ultimo caso: «Il tempo di Schifani è finito»

Sull'ennesima inchiesta per corruzione che colpisce il centrodestra siciliano si registrano le reazioni delle opposizioni. Pd, Movimento 5 stelle e Controcorrente parlano, ancora una volta, di «gigantesca questione morale» considerato che i fari della magistratura non hanno risparmiato nessun partito della maggioranza del governo Schifani. Oggi è toccato a Gaetano Armao, che è stato assessore nei governi Lombardo e Musumeci e che Renato Schifani ha voluto alla guida di un organo fondamentale come la Cts, la commissione tecnico scientifica che deve rilasciare le autorizzazioni ambientali. Nella stessa inchiesta è coinvolto anche il deputato regionale Giuseppe Lombardo, nipote dell'ex presidente Raffaele, eletto tra le fila degli autonomisti. 

«La corruzione è il male endemico della Regione siciliana ed è la ‘cifra’ di questi quattro anni di governo guidato da Schifani - attacca il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo - L’ultimo scossone questa mattina da Palermo con l’indagine che riguarda la commissione tecnico scientifica per le autorizzazioni ambientali e che coinvolge burocrati, tecnici, un deputato e anche il già presidente della commissione stessa, Gaetano Armao, che ha pure ricoperto ruoli apicali di governo nell’esecutivo guidato da Musumeci. Siamo in una fase preliminare e dunque è doverosa la prudenza. Ma in questo momento rinnoviamo stima e fiducia per il lavoro che la procura di Palermo, guidata da un magistrato attento e intransigente quale è Maurizio de Lucia, sta portando avanti con professionalità con tutto il suo ufficio».

Il capogruppo del M5S all'Ars Antonio De Luca cita gli ultimi casi - l'arresto del direttore della Motorizzazione di Palermo, Angelo Pizzuto, molto vicino all'assessore meloniano Alessandro Aricò, e il rinvio a giudizio dell'assessora Elvira Amata, pure lei di Fratelli d'Italia - ed esprime «preoccupazione» per «l'impressionante sequela di arresti, scandali e inchieste che coinvolgono l'attuale classe dirigente che sostiene Schifani che, siamo pronti a scommettere, anche su questa vicenda farà orecchie da mercante, così come ha fatto sul processo avviato nei confronti della sua assessora Elvira Amata che continua proprio imperterrita a rimanere al posto a dispetto delle accuse che pendono sulla sua testa. Che male hanno fatto i siciliani per meritare tutto questo? È arrivata l'ora di dire basta e cambiare drasticamente pagina».

Di «deriva del governo Schifani» parlano i deputati di Controcorrente Ismaele La Vardera, José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro. «Non si contano più gli arrestati, indagati e rinviati a giudizio. Verrebbe da dire ne resterà soltanto uno. Chiediamo con grande fermezza di porre fine a questo spettacolo indecoroso, Schifani comprenda che il suo tempo è finito. Liberi la Sicilia da queste continue vergogne e vada a casa».


Alleanza Verdi e Sinistra lancia «due sentitissimi appelli. Un primo appello lo rivolgiamo ai nostri alleati del campo progressista: li invitiamo a non inseguire più partiti o singoli esponenti politici gravemente e irrimediabilmente compromessi dall'appartenenza al centrodestra. Infine, un appello ancora più accorato lo rivolgiamo al popolo siciliano. La nostra splendida isola è stata devastata, saccheggiata e umiliata da una classe politica indegna. Indipendentemente da come andranno le inchieste e i processi, serve, nei confronti dei responsabili del disastro siciliano, una condanna politica ferma e senza appello da parte delle donne e degli uomini che hanno ancora a cura il futuro di questa terra, tanto bella quanto martoriata».