la difesa
Corruzione, il deputato autonomista Lombardo si dimette dalle commissioni Ars: «Chiarirò la mia posizione»
È accusato dalla Procura di Palermo di corruzione per uno scambio di favori con una società catanese che si occupa di cure palliative e assistenza domiciliare
Il deputato autonomista Giuseppe Lombardo, indagato per corruzione dalla Procura di Palermo, si dimette dalle commissioni Bilancio e Sanità dell'Ars. Lo annuncia in una nota in cui dice di avere appreso solo oggi «dei fatti specifici oggetto di indagine nei miei confronti. Allo stato - dice - non ho ancora avuto la possibilità di visionare gli atti. Sono certo, però, che potrò chiarire a breve la mia posizione, consapevole di aver sempre orientato la mia attività pubblica e privata a criteri di correttezza ed onestà».
«In ossequio allo spirito che ha sempre contraddistinto il mio agire politico, quindi, ho maturato la non facile decisione di dimettermi da componente delle commissioni bilancio e sanità. Compio questa scelta - continua - per il profondo rispetto che nutro sia per le istituzioni delle quali faccio parte e che rappresento, impegnate in questi giorni nel delicato passaggio di approvazione del disegno di legge in materia di variazioni di bilancio, che per l’autorità giudiziaria, oggi chiamata a valutare il mio operato e nei cui confronti ripongo, come sempre, assoluta fiducia».
Giuseppe Lombardo è il nipote dell'ex governatore Raffaele Lombardo, eletto all'Ars con la lista Popolari e Autonomisti. Secondo la Procura di Palermo - che per lui ha chiesto gli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta che vede coinvolti anche Gaetano Armao e altri sette - in cambio dell'assunzione presso la onlus palermitana Samo di una persona a lui vicina, Domenica Spartà, una consigliera comunale del catanese, si sarebbe speso, come componente della commissione Sanità all'Ars, per fare approvare un emendamento legislativo favorevole alla società che si occupa di cure palliative.
A sollecitare l'intervento del parlamentare sarebbero stati due imprenditori del settore: Luigi Zancla, presidente della Samo onlus, convenzionata con l'Asp di Palermo e Mario Lupo, presidente della S.A.M.O.T. Onlus, di ADI scarl e ADI Sicilia 2 scarl. Coinvolta nell'inchiesta anche Veruska Costanzo, collaboratrice delle due società per cui sarebbe stato chiesto il divieto di dimora.

