Querelle firme
Dopo la decisione del Tar su Barcellona, attesa per Messina, ecco perché Basile spera
Il prossimo 20 ottobre la decisione anche per il ricorso delle firme non presentate a sostegno dei cadnidati di ScN
La giunta di Barcellona Pozzo di Gotto è salva, e con lei pare esserlo pure quella di Messina. Il Tar di Catania ieri ha dato ragione a Sud chiama Nord: Melangela Scolaro resta alla guida di Barcellona. Il ricorso aveva le stesse contestazioni di quello presentato per le Amministrative di Messina, ed è per questo che ora anche Federico Basile spera di avere lo stesso esito. La questione che ormai da mesi anima la politica messinese riguarda le firme da presentare per la registrazione delle liste dei candidati e che Sud chiama Nord - forte di un parere espresso dall'assessorato regionale alle Autonomie locali - non ha presentato.
La questione è stata lungamente dibattuta in campagna elettorale prima, e poco dopo l'esito delle elezioni, quando si è saputo dei ricorsi presentati al Tar. Si tratta di tre ricorsi per Barcellona, due dei quali riguardavano il conteggio dei voti (qui Scolaro ha vinto al primo turno per un soffio), mentre uno è legato all'ormai vaexata questio delle firme, un altro è invece stato presentato per le Amministrative messinesi, ed è integralmente coincidente con quello barcellonese sulle firme. Per questo adesso, la decisione del Tar di Catania su Barcellona fa cantare vittoria a Scolaro, ma anche a Basile. Sarà sempre il Tar di Catania, ma una diversa sezione, a doversi esprimere, il prossimo 20 ottobre, sul ricorso per Messina. Sarebbe dunque a pochi giorni dal deposito delle motivazioni della decisione di ieri. In molti escludono a questo punto che una sezione del Tribunale amministrativo vada a smentire l'altra sezione dello stesso tribunale. Più plausibile che qualcuno presenti invece ricorso al Cga, che in materia amministrativa è un organo di Appello, e dove siedono anche due giudici laici, nominati su indicazione del presidente della Regione.
A rappresentare le ragioni di ScN è stato l'avvocato messinese Santi Delia, che ha puntato sull'assenza di divieti espliciti nella legislazione della Regione siciliana e ha fatto leva sul principio del legittimo affidamento, ricordando il parere dell'assessorato Regionale. I ricorsi sono stato presentati da Paolo Starvaggi e Giuseppe Giorgianni (quello di Barcellona sulle firme), mentre per Messina è stato presentato da Giuseppe Losi e Roberto Mater. L’esito di ieri fa ben sperare Cateno De Luca, e con lui, Federico Basile.
Il prossimo 20 ottobre data dell’udienza al Tar di Catania sulle elezioni messinesi, potrebbe essere messa la parola fine sulla querelle “firme”.