GOVERNO
Legge elettorale, la Camera dà il via libera alle prime due fiducie. Domani la terza, giovedì il voto finale
Con 226 e 227 sì il governo supera i voti sugli articoli 1 e 2, quelli modificati dal Senato su preferenze e firme. Scontro con le opposizioni: «Un ricatto sulla data delle elezioni»
Prosegue spedito alla Camera l'iter della nuova legge elettorale. L'Aula ha approvato oggi le prime due questioni di fiducia poste dal governo sugli articoli 1 e 2 del provvedimento, quelli modificati dal Senato. Domani sarà la volta della terza e ultima, sull'articolo 3, mentre il voto finale a scrutinio segreto è fissato per giovedì 8 ottobre.
I numeri. La fiducia sull'articolo 1, che contiene le modifiche introdotte a Palazzo Madama in materia di firme e preferenze per la Camera, è passata con 226 voti favorevoli, 147 contrari e 3 astenuti. Sull'articolo 2, relativo al sistema di elezione del Senato, i sì sono stati 227, i no 149 e gli astenuti ancora 3.
Il dibattito. Nelle dichiarazioni di voto le opposizioni hanno attaccato il ricorso alla fiducia e il merito del testo. Per Tommaso Calderone (FnV) «da ogni punto di vista non ci siamo» e il suo gruppo voterà no «con orgoglio e fermezza». Giulia Pastorella (Azione) ha definito la legge «nata male e cresciuta peggio», sostenendo che la fiducia nasconda «un ricatto informale rispetto alla data sulle elezioni». Filippo Scerra (M5S) ha parlato di «evidenti vizi di incostituzionalità». La dem Simona Bonafé ha annunciato un'opposizione «sia dentro sia fuori il Parlamento» e ha accusato la maggioranza di non fidarsi nemmeno di se stessa.
Sul fronte opposto, Francesco Saverio Romano (Noi Moderati) ha confermato il sì del suo partito sia alla fiducia sia al provvedimento. Alessandro Battilocchio (Forza Italia) ha assicurato che «non è una legge per una parte, ma fa il bene del paese», mentre Andrea Di Giuseppe (Fratelli d'Italia) ha rivendicato il «potere di scegliere» e, eventualmente, di «cambiare» che «viene restituito al cittadino».
Il calendario. Come da regolamento, la fiducia si vota per appello nominale dopo 24 ore dalla sua posizione. Il governo aveva posto la questione di fiducia ieri alle 14 sui primi tre articoli, quelli modificati dal Senato insieme all'articolo 8. Il terzo riguarda una revisione territoriale dei collegi di Merano, Bolzano e Bressanone: su questo punto non ci sono emendamenti, ma, essendo possibile chiedere il voto segreto, l'esecutivo ha scelto per estrema cautela la strada della fiducia.
Domani mattina, dalle 9, le dichiarazioni di voto sull'articolo 3 e, non prima delle 10.50, la chiama dei deputati. A seguire l'Aula voterà l'articolo 8, che introduce il voto fuorisede per i caregiver: il voto segreto non è ammesso, perché la norma non incide sul meccanismo di trasformazione dei voti in seggi, ed è una modifica sostenuta anche dalle opposizioni e votata all'unanimità. Nel pomeriggio, dopo il question time, l'esame degli ordini del giorno, con possibile prosecuzione in notturna.
Il passaggio decisivo è atteso giovedì 8: dalle 10.30 le dichiarazioni di voto finale in diretta tv, poi alle 12.30 il voto a scrutinio segreto, con diretta Rai.