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La crisi alla Regione

Schifani non si dimette, la giunta approva un disegno di legge contro la corruzione: cosa prevede

Il governatore non ha fatto nemmeno cenno a un eventuale passo indietro durante la riunione del governo. Via libera invece a nuove misure, dopo l'ultima inchiesta.

08 Ottobre 2026, 13:28

16:16

Schifani non si dimette, la giunta approva un disegno di legge contro la corruzione: cosa prevede

Renato Schifani

Non arrivano le dimissioni. Ma gli strascichi delle inchieste prendono forma in un disegno di legge contro la corruzione. È questo l'esito dell'attesissima giunta di governo di oggi a Palazzo d'Orleans, convocata all'apice delle polemiche interne a Forza Italia sulla ricandidatura di Renato Schifani.

Di dimissioni, in giunta, non si è nemmeno parlato. E l'esito era apparso chiaro già ieri, ulteriormente confermato dalle parole degli assessori regionali in procinto di entrare nella riunione: “Andiamo avanti, ci sono variazioni e finanziaria da approvare”, hanno detto in sostanza tutti i componenti della giunta.

In presenza, insieme al presidente della Regione Schifani, gli assessori Elvira Amata, Edy Tamajo, Marcello Caruso, Mimmo Turano, Giusi Savarino, Nuccia Albano, Luca Sammartino e Alessandro Dagnino: gli altri (Alessandro Aricò, Francesco Scarpinato, Francesco Colianni e Francesca Garigliano) hanno partecipato da remoto.

La giunta prevedeva tredici punti all'ordine del giorno. Tra questi, la nomina del nuovo direttore del Cefpas, dovuta proprio a una delle inchieste che hanno azzoppato il governo. Verrà scelto anche il nuovo dirigente generale dell'Audit e il nuovo Mobility manager, prevista una modifica al Piano delle assunzioni, la definizione dello schema di concessione tra Regione, Comune di Palermo e Rfi per l'affidamento della gestione della prima fase funzionale dell'Anello ferroviario del capoluogo e una riprogrammazione dei fondi Poc per nuovi investimenti sulle autostrade gestite dal Cas. Quest'ultimo punto, nell'elenco dell'Ordine del giorno, precedeva le “Comunicazione del presidente”. Ma nessuna comunicazione decisiva o clamorosa è stata trasmessa alla giunta.

Semmai, una novità legislativa: un disegno di legge ha, tra le sue finalità, quella di assicurare la conoscibilità e la tracciabilità dei processi decisionali pubblici e di prevenire forme di influenza indebita. Tra gli strumenti, previsto il registro dei portatori di interessi, istituito presso la presidenza della Regione, dove dovranno iscriversi coloro i quali vorranno portare le istanze ai decisori pubblici. Inoltre, prevista anche la pubblicazione sul sito della Regione dell'agenda degli appuntamenti col governatore, gli assessori e i “decisori pubblici”. La norma contiene anche una modalità di “tracciamento” delle interlocuzioni “extraprocedimentali” tra portatori di interessi e rappresentanti della Regione.

Dagnino: "Saremo la Regione più trasparente d'Italia"

"Abbiamo approvato un disegno di legge che regolamenta la trasparenza all’interno dell’amministrazione regionale: è un passaggio di grande importanza, che ci permetterà di diventare la Regione più trasparente d’Italia e dimostra che il governo regionale ha gli anticorpi. Ora ci sarà una conferenza dei capigruppo all’Ars, però immagino che un disegno di tale portata potrà avere una corsia privilegiata". Così l’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino al termine della giunta regionale a Palazzo d’Orleans, a Palermo.