verso il voto
È ufficiale l'accordo tra De Luca e Meloni, insieme alle elezioni: «Lei è l'unica proposta valida»
Il leader di Sud chiama Nord ufficializza il patto che lo porterà nella coalizione di centrodestra alle prossime Politiche. E per le Regionali?
La notizia era già nota, ora Cateno De Luca la ufficializza: Sud chiama Nord ha chiuso un accordo di apparentamento con Fratelli d'Italia a livello nazionale. «La Meloni nello scenario complessivo è l'unica proposta valida, non solo più in linea al nostro percorso». Il patto prevede che dai meloniani verranno "prestati" al sindaco di Taormina due deputati (dovrebbero essere i due ex Fdi Manlio Messina e Lillo Pisano) in modo da creare il gruppo alla Camera ed evitare di raccogliere 600mila firme per le elezioni nazionali. In cambio Scateno si schiererà col centrodestra per le Politiche. «Ma saremo presenti alle politiche 2027 con la nostra lista, il nostro simbolo e la nostra identità», dice.
«Stanotte abbiamo chiuso quantomeno l'accordo - ha detto De Luca al quotidiano L'Identità in un'intervista che uscirà domani integralmente - Quindi la prossima settimana, martedì prossimo, ci sarà una conferenza stampa alla sala stampa della Camera per annunciare anche i contenuti dell'accordo. Abbiamo realmente registrato la volontà da parte della Meloni di consentire a un progetto di territorio, quali noi siamo, e soprattutto di amministratori e quindi di sindaci, di costruire una progettualità per eleggere nel Parlamento i propri rappresentanti. È come se oggi il territorio abbia deciso di non delegare più ai parlamentari che devono rappresentarlo, bypassando questa impostazione per candidarsi direttamente».
Da giorni il leader di Sud chiama Nord continua a giurare che l'accordo a Roma gli lascia comunque le mani libere per le Regionali, sottintendendo che non è automatico un suo schieramento nella coalizione di centrodestra anche in Sicilia. Ma è molto difficile immaginare che Fratelli d'Italia e il partito di De Luca vadano a braccetto alle Politiche e su fronti opposti alle Regionali, a maggior ragione se le due tornate elettorali dovessero coincidere, con o senza scadenza naturale delle legislature, ormai sempre meno probabile sia nella Capitale che a Palermo. Più verosimile immaginarli insieme anche alle Regionali, con un candidato espressione del centrodestra che non sia Schifani e un ruolo di primo piano per De Luca.
Scateno, intanto, prende tempo. «Io rimango candidato alla presidenza della Regione - dice - Non ho approfittato della nostra appetibilità nazionale per alzare il prezzo in Sicilia e di conseguenza ho chiesto al centrodestra di avere le mani libere in Sicilia per portare avanti il governo di liberazione. Siamo e rimaniamo all'opposizione del governo Schifani e non sono assolutamente disponibile a fare accordi al buio». Sottolinea quindi che in Sicilia «in questa fase il vero problema che ha il centrodestra è che non ha l'uomo giusto o la donna giusta per poter riuscire a smontare un sistema e rimontarlo con caratteristiche diverse». E sul presidente Renato Schifani conclude: «Ieri era il Re Sole, oggi è il Re Solo abbandonato dal suo partito e dalla sua coalizione. Nessun partito del centrodestra si è stracciato le vesti per inviare comunicati di sostegno a Schifani dicendo che sarebbe stato ricandidato, mentre fino a qualche mese fa si faceva a gara per sostenerlo, somministrandogli metadone politico».
