IL DIBATTITO
La legge elettorale è realtà: Mattarella promulga lo Stabilicum tra garanzie e incognite costituzionali
Dopo il sì di Montecitorio con 227 voti favorevoli, il testo incassa la firma del capo dello Stato in attesa del verdetto della Consulta
La sera del 9 ottobre 2026 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato la nuova legge elettorale, denominata Stabilicum, approvata in via definitiva dalla Camera dei deputati il giorno precedente. Con la firma del Capo dello Stato si conclude il passaggio presidenziale dell’iter legislativo, permettendo al provvedimento di completare il percorso istituzionale ed entrare in vigore.
Il voto finale a Montecitorio, l’8 ottobre, si è chiuso con 227 sì e 164 no, senza astensioni. Il nuovo impianto supera il sistema misto del Rosatellum e introduce un modello a prevalente base proporzionale, corretto da un premio di maggioranza assegnato alla lista o coalizione che raggiunga la soglia del 42 per cento dei consensi. Nel corso dell’esame parlamentare è stato eliminato il ballottaggio inizialmente previsto: qualora nessuno superi il 42 per cento, i seggi saranno ripartiti senza l’attribuzione del premio. La disciplina delle candidature contempla inoltre l’espressione delle preferenze accanto a capilista bloccati e l’indicazione contestuale del candidato alla presidenza del Consiglio.
L’attenzione politica e istituzionale si concentra ora su Palazzo della Consulta. L’ipotesi temporale per l’esame di costituzionalità è collocata tra fine gennaio e inizio febbraio 2027. Obiettivo condiviso è giungere a una decisione prima delle elezioni politiche, per evitare che il corpo elettorale sia chiamato al voto con regole che potrebbero essere successivamente dichiarate illegittime, come avvenuto per il Porcellum e per l’Italicum. Il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso, ha ricordato la possibilità di comprimere i termini del procedimento, precisando tuttavia che i tempi effettivi dipenderanno dallo sviluppo dei giudizi ordinari e dalle relative ordinanze di rimessione. Amoroso ha inoltre ribadito la massima riservatezza dei giudici costituzionali, sottolineando che la disponibilità ad accelerare non implica in alcun modo un’anticipazione dell’orientamento sul merito dello Stabilicum.