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Di Paola, l’ultimo dei mohicani a Palermo, nella sua Gela è padre del campo largo che canta "Bella ciao " e "Faccetta nera"

Il campo largo dipaoliano: l'abbraccio politico nel 2024 con Raffaele Lombardo e ora con il neo meloniano Cateno De Luca

09 Ottobre 2026, 22:33

22:40

Cateno De Luca e Nuccio Di Paola

Il deputato gelese Nuccio Di Paola coordinatore regionale del M5S a Palermo si definisce “l’unico sopravvissuto tra i candidati a presidente della Regione del 2022 nel campo progressista alternativo al centrodestra”. L’ultimo dei mohicani, due  anni dopo, scelse  la sua città Gela come laboratorio per costruire un modello  politico  simil campo largo da esportare per le Regionali del 2027.  E lo affidò al sindaco civico Terenziano Di Stefano. Un esperimento mal riuscito. Perché quel modello tanto decantato  farebbe  bene a tenerlo sotto chiave e rigorosamente   dentro i confini locali. Di Paola ha di fatto creato  le condizioni per un modello ibrido che  si  colora  sempre più di centrodestra. A Gela oggi si può dire che governano tutti insieme appassionatamente. Da “Bella ciao” a “Faccetta nera”. Il sindaco civico Terenziano Di Stefano da una parte è alleato  con i progressisti e anche con i comunisti, dall’altra la sua Giunta   si tinge sempre più dei colori del centrodestra. Questo  nonostante proprio lui  il sindaco – su spinta di Di Paola -  sia stato alle Provinciali il candidato  bandiera delle forze progressiste e di centrosinistra  contro il centrodestra. Nella sua Giunta c’è già l’Mpa ( alleato della prima ora con il benestare di Di Paola)   che a Palermo governa con Schifani e ora  si aggiunge anche Sud  chiama Nord . L’alleanza di Cateno De Luca con Giorgia Meloni porta aria di Fratelli d’Italia nella giunta  gelese  costruita dal pentastellato Di Paola.  Poco incidono le dichiarazioni di De Luca sul fatto che in Sicilia il suo movimento  si tiene distante da Schifani. Ma non  da Fratelli d’Italia con cui c’è feeling da tempo.  La prova evidente a Gela tre settimane fa  durante la protesta  sulla sanità:  al gazebo è arrivato Cateno De Luca e subito dopo il deputato  meloniano Totò Scuvera che fino ad allora si era tenuto distante da quella protesta. Tra i due baci e abbracci prima di quelli di due sere fa tra De Luca e la premier Meloni.   

In giunta Sud chiama Nord  è rappresentata dall’assessore  Filippo Franzone  che nel 2024  era candidato a "sindaco del popolo senza partiti". Al secondo turno  si è alleato con Di Stefano e alcuni mesi dopo  ha aderito a Sud chiama Nord. Ora Franzone è con il centrodestra. E che ci ha con Di Paola e Di Stefano?  Per sanare  l’anomalia ( e tenere le poltrone)  la risposta dei vertici provinciali del movimento è  la stessa usata in questi 2 anni  dal Mpa di Raffaele Lombardo: un conto sono gli accordi nazionali, un altro quelli locali.  Per un  loro si al “Di Stefano bis”  il sindaco se li tiene stretti alla faccia dei progressisti e del loro  campo largo mentre l’esponente di Per Contro Corrente Miguel Donegani, braccio destro di La Vardera,  reclama invano da oltre due anni un’alleanza pura di centrosinistra. Solo lui ha questa esigenza  dell’alleanza  pura e riconoscibile. Il Pd invece tace.  Sono vicende politiche locali che si intrecciano con quelle nazionali  fino a creare paradossi. Il più evidente è che l’ultimo dei moihani nel campo progressista a Palermo,  a Gela è il demiurgo di un’alleanza nata come modello alternativo al centrodestra di Schifani e  diventata una sorta di sorellastra del centrodestra. Un modello dove chi cantava “Bella ciao” si  trova all’improvviso affiancato  da “Faccetta nera”