Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
11 ottobre 2026 - Aggiornato alle 21:25
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Il giornale di oggi

Leggi
☰

Dissesto idrogeologico

Torrente Annunziata, cede ancora sotto le nuove piogge, ma il cantiere è fermo

Piogge autunnali mettono in luce i cedimenti del torrente Annunziata: cantiere da 2,6 milioni fermo al 10% e appello di Rinascita Messina per interventi e misure di messa in sicurezza immediate

11 Ottobre 2026, 20:18

20:20

Torrente Annunziata, cede ancora sotto le nuove piogge, ma il cantiere è fermo

Le prime piogge autunnali riaccendono i riflettori sul torrente Annunziata, documentando un quadro di grave criticità che richiede risposte immediate. Pavimentazione sprofondata, terreno sottostante esposto e un alveo ingombrato da detriti, pietre e blocchi di cemento: le immagini scattate nell’area mostrano profonde cavità in prossimità delle strutture esistenti e bordi fratturati.

Un dissesto visibile che solleva interrogativi urgenti sulla tenuta dell’area e sulla sicurezza dei cittadini. La situazione richiama le contestazioni sollevate nei mesi scorsi da Rinascita Messina. L’ingegnere Gaetano Sciacca, durante un sopralluogo, aveva già segnalato i rischi legati alla rampa di accesso al torrente, ipotizzando un restringimento della sezione di deflusso e possibili ripercussioni sull’erosione.

Sebbene servano verifiche tecniche per stabilire il nesso causale tra le piogge, la rampa e i crolli, sul piano politico il tema della prevenzione diventa ineludibile.

A complicare il quadro sono i dati sullo stato dell’opera: il cantiere per la sistemazione idraulica, dal valore di circa 2,6 milioni di euro, risulta fermo da oltre un mese con appena il 10% dei lavori completati.

Il Comune ha avviato l’iter per la rescissione contrattuale con l’impresa per gravi inadempienze, lasciando l’intervento in una fase di stallo proprio all’inizio della stagione critica.

Rinascita Messina chiede ora un sopralluogo tecnico urgente, una relazione dettagliata sulle cause dei cedimenti e la verifica della rampa contestata, oltre a misure di messa in sicurezza provvisorie durante il blocco dei lavori.

La sicurezza idraulica non può attendere i tempi della burocrazia: serve trasparenza sulla gestione dei fondi e un cambio di passo immediato nella tutela del territorio.