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Festa dell'Unità, Provenzano al Pd di Messina su De Luca: «Avevate ragione voi»

Dal ponte sullo Stretto al salario minimo, il deputato del Pd denuncia la questione morale in Sicilia e chiede un'alternativa unitaria contro corruzione e caro vita

12 Ottobre 2026, 00:06

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Festa dell'Unità, Provenzano al Pd di Messina su De Luca: «Avevate ragione voi»

«Avevate ragione voi». Peppe Provenzano, deputato e responsabile Esteri della segreteria nazionale del Pd, ha chiuso così, davanti alla platea della Federazione provinciale, il capitolo del rapporto con Cateno De Luca. Lo ha detto nell'intervista con Manuela Modica de La Sicilia che ha aperto il pomeriggio conclusivo della Festa provinciale dell'Unità a Villa Dante, rivendicando di aver sostenuto da sempre che bisognava essere alternativi.

Il giudizio più duro Provenzano lo ha riservato al governo regionale: «In questo momento in Sicilia la questione morale è una questione interamente politica. Ha a che fare con un sistema di raccolta e di costruzione del consenso alimentato da questa destra, che ci ha riportato indietro di decenni. È come se fossimo tornati agli anni Cinquanta, a un sistema in cui per soddisfare anche il più elementare diritto del cittadino e dell'impresa hai bisogno del padrino di turno». E sul presidente della Regione: «Come fa Schifani a rimanere un minuto in più lì?». Tra gli esempi, i fondi contro il dissesto idrogeologico: «Durante il governo giallorosso avevamo finanziato con un miliardo, in Sicilia, lavori di manutenzione straordinaria e di riassetto idrogeologico. La Regione ha pensato di affrontarli nominando un commissario straordinario, e quel commissario è stato arrestato per corruzione».

Netto anche il giudizio sul Ponte sullo Stretto: «Stanno tenendo in piedi questa finzione esclusivamente per provare ancora a distribuire, come hanno fatto fin qui, in maniera opaca, i miserabili benefici che derivano dalla gestione del potere intorno a questo progetto. Ma non ci sarà nulla. Ho sempre pensato che il Ponte fosse l'unica idea per il Sud e per la Sicilia di chi non aveva altre idee». Il risultato, per Provenzano, è una Sicilia in cui «l'unica mobilità rischia di essere diventata quella di andarsene, perché all'interno di questa regione non ci si può più muovere».

Per le Regionali Provenzano vede invece uno spazio politico preciso: «In Sicilia i No al referendum costituzionale sono stati un milione e duecentomila, quando nel 2022 Partito democratico e Movimento 5 Stelle insieme arrivavano a settecentomila voti. Schifani è stato eletto con meno di novecentomila. C'è uno spazio enorme per un'offerta politica chiara e seria». La strada passa da un programma minimo condiviso dalla coalizione e dalla ricerca di una figura su cui convergere: «Se non c'è questa possibilità, anche in Sicilia, come a livello nazionale, dovremmo andare alle primarie. Saremo tutti noi a decidere chi dovrà guidare questa alternativa». Con un invito al partito: «Dobbiamo essere tenacemente unitari anche in questa nostra regione. Così la partita si riapre anche qua».

Al centro della campagna Provenzano mette il carovita, con il salario minimo da portare a dieci euro l'ora e un meccanismo per agganciare salari e pensioni all'inflazione: «Abbiamo il dovere di fare una campagna che parli alla maggioranza delle persone, non solo alle fasce più deboli ma anche al ceto medio che sta soffrendo questa perdita di potere d'acquisto».

A seguire Arturo Scotto ha presentato «Flotilla. In viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta», il libro sulla missione della flotta civile diretta a Gaza a cui ha partecipato nel 2025. Scotto ha ricordato che durante la traversata la flotta si collegò proprio con la Festa dell'Unità di Messina. Il risultato più importante della missione, ha detto, è stato «aver riportato le persone a lavorare per i diritti umani, per il diritto internazionale e per la pace». Ha ricordato anche che alla richiesta del Pd di accompagnare la missione la presidente del Consiglio aveva risposto di consegnare gli aiuti al governo, perché sarebbero arrivati a Gaza in poche ore. Otto mesi dopo, quegli aiuti sono ancora in container alla periferia di Amman, vicino alla scadenza. «Il paradosso è che chi era a bordo veniva descritto come disobbediente», ha detto Scotto. «In realtà i disobbedienti erano i governi che non rispettavano le leggi che avevano contribuito a scrivere». Scotto ha criticato anche l'Europa, che ha approvato ventidue pacchetti di sanzioni contro la Russia e nessuno nei confronti di Israele: «Non puoi predicare i diritti umani in maniera asimmetrica».

Con Scotto, moderati dalla vicesegretaria provinciale del Pd Maria Flavia Timbro, hanno dialogato Lina Panella, ordinaria di Diritto internazionale all'Università di Messina, Vito Aronica di Emergency e Carmelo Chitè, storico attivista di AssoPace Palestina. Panella ha sostenuto che a essere in crisi non è il diritto internazionale ma i governi che scelgono di non applicarlo. Aronica ha portato i numeri della presenza di Emergency a Gaza e ha presentato la legge di iniziativa popolare per l'obiezione di coscienza alla guerra, per cui la raccolta firme è partita il primo ottobre. Chitè ha ricordato lo sciopero della Cgil del 3 ottobre e ha sottolineato che il movimento nato attorno alla flotta è ancora vivo.

In mattinata «La persona al centro» ha discusso di sanità territoriale, servizi di prossimità e diritto alla salute e alle cure. Al tavolo il deputato regionale del Pd Calogero Leanza, il deputato regionale del M5S Antonio De Luca, Tanio Satullo dell'Osservatorio salute e sanità del Pd Messina, la vicepresidente regionale del Coni Cristina Correnti, il direttore generale dell'Asp di Messina Giuseppe Cuccì e il segretario generale della Uil Messina Ivan Tripodi, moderati da Antonella Russo, responsabile Salute della segreteria regionale del Pd. Ad aprire la giornata era stata la presentazione di «Bellezza antica e sempre nuova. Il latino nel mondo di oggi» di Francesco Lepore, con la prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi. Con l'autore hanno dialogato Valentina Chinnici, deputata regionale e vicesegretaria del Pd Sicilia, e Raffaella Campo, presidente del Consiglio comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, moderate dalla professoressa Carmelita Paradiso.

La Festa si è chiusa in serata con la proiezione di «Cammarata», il docufilm realizzato dagli studenti dell'I.I.S. Antonello da Messina, lo spettacolo di danza della MP eventi, il dj set e il concerto di Skilla.

Prima dell'intervista a Provenzano la Federazione ha ricordato Natalino Cintorrino, di Nizza di Sicilia, il più anziano iscritto del partito, scomparso nei giorni sabato. Il ricordo è stato affidato a Giacomo D'Arrigo.

Le riflessioni finali della Festa sono affidate al segretario provinciale Armando Hyerace, che ha ripreso una riflessione di Antonello Cracolici dal dibattito sugli ottant'anni della Repubblica: il rischio di «una democrazia delle lobby». «Quando gli interessi di pochi prevalgono su quelli della collettività, è la stessa qualità della democrazia a essere messa in discussione», ha detto. Per Hyerace il filo di tutti i dibattiti della Festa è «rendere finalmente concreta quella Costituzione che troppo spesso resta inapplicata nella vita quotidiana delle persone». La salute non è un diritto garantito se per curarsi bisogna pagare o aspettare mesi. Lo studio non è universale se le opportunità di un ragazzo dipendono dalle condizioni della famiglia. Vivere in un'area interna non può significare essere isolati, e il lavoro deve bastare a vivere con dignità. «Non basta cambiare chi governa: dobbiamo avere l'ambizione di cambiare un modello di sviluppo che concentra ricchezza e potere, allarga le distanze sociali e rischia di trasformare la crisi sociale in una crisi della democrazia».

Il segretario provinciale ha ringraziato i volontari e i militanti, i Giovani democratici, le Democratiche, il comitato della Festa, Emergency, Ma.Pro. Eventi & Servizi e il personale della Messina Social City che gestisce Villa Dante, per la disponibilità dimostrata in tre giorni segnati anche dal maltempo. «È questo il senso politico che abbiamo voluto dare alla nostra Festa», ha concluso Hyerace. «Da qui dobbiamo ripartire, trasformando il confronto di questi giorni in proposte concrete e in un'alternativa credibile».