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Caso Armao, le opposizioni in piazza davanti a Palazzo d’Orleans: "Schifani si dimetta"

Banconote finte nel pendolo davanti a Palazzo d’Orleans: il campo largo trasforma l'inchiesta su Armao in richiesta di dimissioni per Schifani

13 Ottobre 2026, 16:27

16:30

Caso Armao, le opposizioni in piazza davanti a Palazzo d’Orleans: "Schifani si dimetta"

Un pendolo pieno di banconote finte da 100 euro davanti a Palazzo d’Orleans, mentre Renato Schifani è a Roma a incassare la fiducia di Forza Italia. La Sicilia si ritrova ancora una volta al centro della bufera politica e il campo largo passa all’attacco, trasformando il simbolo dell’inchiesta su Gaetano Armao in un manifesto di protesta contro il governatore. Il messaggio delle opposizioni è netto: «Schifani si dimetta». E la richiesta è accompagnata da accuse durissime sulla questione morale e sulla gestione della Regione.

Al centro della manifestazione, organizzata davanti alla sede della presidenza della Regione, c’è l’ultima indagine della Procura di Palermo che ha coinvolto Armao, consulente del presidente Schifani. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’avvocato avrebbe nascosto mazzette in contanti all’interno di un pendolo nel suo ufficio. Un particolare diventato il simbolo della protesta, con i manifestanti che hanno portato davanti a Palazzo d’Orleans una riproduzione in legno dell’oggetto, riempiendola di fac-simile di banconote da 100 euro.

«Non c’è un centrodestra buono e un centrodestra cattivo, sono tutti uguali», ha dichiarato Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle. «Giocano con le dimissioni, ma tanto Schifani non si dimette. Continueranno a gestire a loro piacimento milioni di euro dei siciliani».

Duro anche il segretario regionale del Partito democratico, Anthony Barbagallo, che ha scelto una battuta per commentare gli ultimi sviluppi dell’inchiesta. «A scuola abbiamo studiato il pendolo di Foucault, oggi abbiamo il pendolo di Armao», ha detto, definendo quanto sta emergendo «una vergogna per il governo regionale che ha fallito». Da qui l’appello a tornare alle urne: «Prima si vota, meglio è».

Sulla questione morale ha insistito Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, che ha puntato il dito contro la situazione politica siciliana. «I siciliani sono stanchi di avere al governo della Regione una squadra di indagati, arrestati e che prendono tangenti. La Sicilia deve ripartire dalla questione morale, ma Schifani non ha neanche idea di cosa sia».

Per Fabio Giambrone di Europa Verde-Avs, la presenza delle opposizioni davanti alla presidenza della Regione rappresenta un segnale politico significativo. «La presenza del campo largo di fronte alla presidenza per chiedere le dimissioni di Schifani è un segnale importante. La Sicilia è a un punto di non ritorno», ha affermato.

Alla manifestazione hanno partecipato anche esponenti di Italia Viva, Possibile, Più Uno, Psi e Psdi, insieme a rappresentanti della società civile. Una mobilitazione che punta a trasformare le polemiche legate all’inchiesta in una contestazione politica più ampia nei confronti del governo regionale.

Il pendolo di legno, con le banconote finte da 100 euro, è diventato così il segno visibile della protesta: un riferimento diretto agli elementi emersi nell’indagine su Armao e uno strumento scelto dal centrosinistra per rilanciare la richiesta di dimissioni di Schifani. Mentre il governatore cerca a Roma la conferma del sostegno del suo partito, a Palermo le opposizioni alzano la voce e chiedono che la parola passi agli elettori.