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Caso Gregoretti: sale la tensione, la maggioranza diserta il voto sul processo a Salvini

Politica

Caso Gregoretti: sale la tensione, la maggioranza diserta il voto sul processo a Salvini

Di Redazione

ROMA -  Alle 17 si riunisce oggi a Sant'Ivo alla Sapienza, la Giunta per le immunità e le autorizzazioni, che deve decidere sul caso Salvini-Gregoretti. Dopo la conferma del calendario, arrivata venerdì scorso, con il voto finale della Giunta per le autorizzazioni - e le accuse della maggioranza alla presidente Elisabetta Casellati di mancata imparzialità, per aver partecipato alla votazione - oggi i membri della Giunta dovrebbero essere chiamati a votare sulla relazione del presidente Maurizio Gasparri, che chiede di dire no al processo a Matteo Salvini.

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La richiesta di procedere nei confronti del leader leghista è arrivata dalTtribunale dei ministri di Catania, che ha chiesto di procedere in giudizio nei confronti dell’ex ministro dell’interno, con l’accusa di sequestro di persona aggravato, relativamente alla vicenda dei 131 migranti, bloccati lo scorso luglio al largo di Augusta, sulla nave della guardia costiera, Gregoretti.

A sparigliare le carte, nelle ultime ore, è stato lo stesso Matteo Salvini, che ha chiesto ai leghisti in Giunta (Stefani, Augussori, Pellegrini, Pillon e Urraro) di votare a favore del via libera al processo, «così chiudiamo questa vicenda», ha detto il leader della Lega.

Ma in Giunta, questo pomeriggio, potrebbero dare forfait i membri della maggioranza (D’Angelo, Crucioli, Evangelista, Gallicchio, Giarrusso e Riccardi per i 5Stelle, Cucca, Bonifazi e Ginetti di Italia Viva, Rossomando del Pd, Grasso e De Falco del Misto).

Resta incerto, per ora anche il voto di Forza Italia, che oltre al presidente Gasparri, vede in Giunta Malan, Modena e Paroli e quello del senatore di Fdi, Balboni. Pallottoliere alla mano, se i dodici della maggioranza, escluso Durnwalder, che potrebbe non essere presente oggi in Giunta per motivi personali, non si dovessero presentare, si potrebbe avere un voto con i 5 leghisti che potrebbero dire "no" alla relazione Gasparri, a fronte di 5 voti (4 di Fi e uno di Fdi) a favore del sì. Con un cinque a cinque la relazione del presidente, contro l’autorizzazione a procedere, verrebbe cassata e tutto sarebbe rinviato, per la decisione definitiva, all’Aula del Senato il 17 febbraio.

La maggioranza

«Non ci presenteremo in Giunta in quanto la convocazione di oggi è frutto di gravi forzature sia del presidente Gasparri che della presidente Casellati -scrivono, in una nota congiunta, i capigruppo e i componenti della Giunta delle immunità della maggioranza al Senato -. Non ci presenteremo anche perché non sono state accolte le richieste di approfondimenti istruttori avanzate in Giunta. Siamo contrari all’utilizzo strumentale che il centrodestra sta cercando di fare delle istituzioni».

Uscendo dalla riunione di maggioranza sul caso Gregoretti, il capogruppo di Italia viva Davide Faraone ha detto: «Avremmo voluto che questa Giunta valutasse la carte e studiasse le ragioni per cui mandare a processo o meno un ex ministro. Invece, Salvini è interessato solo alla campagna elettorale per le prossime regionali e non gli consentiremo di fare il Gabriele Paolini della situazione, vuole soltanto apparire e stare a giocare all’eroe processato dalla sinistra o addirittura dai suoi colleghi di partito. Questa messa in scena non ci interessa, per cui non parteciperemo come gruppo alla Giunta di oggi».

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