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C'è il coronavirus, ma in Regione si torna a parlare di rimpasto di Giunta

Di Redazione

PALERMO - L’avanzare della primavera porterà alla fase due dell’emergenza Covid, all’approvazione della finanziaria regionale (entro la fine di aprile, quando scadrà il termine per l'esercizio provvisorio) ma anche ad un rimpasto dell’esecutivo.

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Discussione in piedi già dalla fine dello scorso anno con la Lega pronta ad entrare in Giunta ma che la situazione legata al Coronavirus ha momentaneamente congelato. Venerdì scorso, nel corso di una riunione di maggioranza alla quale hanno anche partecipato esponenti della Lega, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha ribadito la disponibilità ad un ingresso in giunta degli uomini del Carroccio. Pure di fronte alle urgenze ed alle emergenza attualmente in corso, i rumors sul chi entra e chi esce dal governo sono già partiti. O forse non si sono mai fermati.

Per la Lega potrebbe esserci disponibile la pedina dell’Assessorato ai Beni culturali, gestito ad interim dallo stesso Musumeci dopo la scomparsa nel marzo dello scorso anno dell’assessore Sebastiano Tusa, morto in un tragico incidente aereo in Etiopia.

L'ingresso della Lega, poi, potrebbe rappresentare anche la scintilla per una revisione più profonda dell’intera compagine di governo «in maniera tale da rispecchiare le forze presenti in Assemblea», dicono fonti della maggioranza presenti alla riunione di venerdì. In particolare sarebbero in bilico due assessori di Forza Italia: Edi Bandiera, titolare dell’agricoltura; ma anche lo stesso vicepresidente Gaetano Armao.

«Bisogna capire se troveranno qualcuno capace di sostituirlo», dicono da ambienti di Forza Italia, «vedremo cosa accadrà». Nel mirino anche la rappresentanza dell’Udc in giunta, considerata troppo «numerosa» rispetto alle forze presenti in Parlamento ed anche rispetto alle posizioni di alcuni esponenti dello scudocrociato rispetto all’operato dell’esecutivo.

Musumeci non ha mai nascosto la possibilità di rivedere la sua Giunta, specie dopo avere raggiunto metà mandato e nel corso della riunione sembra avere confermato l’operazione rimpasto da realizzare dopo la sessione di bilancio. 

Forza Italia chiede spazio per rappresentanti del trapanese e dell’agrigentino «che sono stati scarsamente rappresentati nell’esecutivo», dicono altri fonti azzurre, «sicuramente i nuovi assessori non verranno da Catania, da Palermo o da Messina».

Per alcuni il rimpasto potrebbe avvenire anche a maggio, subito dopo l’avvio della "Fase 2" dopo l’emergenza Coronavirus. Per altri, invece, si prospettano tempi un pò più lunghi: ovvero in estate e quindi a giugno-luglio. La politica ricomincia a parlare di poltrone: anche questo un piccolo segno di ritorno alla normalità.

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