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M5s e Pd, lavori in corso per arrivare insieme alle prossime Regionali

Politica

M5s e Pd, lavori in corso per arrivare insieme alle prossime Regionali

Di Mario Barresi

L’alleanza fra M5S e Pd alle prossime elezioni amministrative in Sicilia? «Non sarà un test, ma una novità assoluta», scandisce Giancarlo Cancelleri mentre passeggia sul viadotto Himera appena inaugurato. Lo storico leader grillino ammette che «stiamo provando a trovare la quadra in alcune città ed è probabile che ci si possa riuscire». Ma come? E, soprattutto, dove?

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Affondata definitivamente l’Arca di Mirello-Noè a Enna, Cancelleri esplicita le sue speranze su due comuni: Termini Imerese e Barcellona Pozzo di Gotto. Nell’ex feudo di Beppe Lumia, il candidato del Pd (Claudio Merlino) ha il via libera della sinistra e non il veto del M5S. Decisivo sarà il parere del deputato regionale Luigi Sunseri, che spinge per la consigliera Maria Terranova con una convinzione: «Uniti vinciamo di sicuro».

Nel Messinese c’è un candidato civico, Antonio Manì, che ha vinto le primarie di centrosinistra con un profilo che non dispiace ai grillini. Ma una sorpresa ferragostana potrebbe arrivare da Agrigento. Dove c’è la consigliera Angela Galvano, ex dem ora vicina a Claudio Fava, che mette d’accordo mezzo Pd (quello di Giovanni Panepinto, con Michele Catanzaro per l’appoggio a Lillo Firetto) e mezzo M5S (disponibile Giovanni De Caro, freddo Michele Sodano).

Ma è davvero un problema di “terzismo”? Non per Cancelleri: «Il rapporto non nasce all’insegna del “né mio né tuo”. Può essere uno dei nostri o uno del Pd. La nostra organizzazione, però, dà peso alle scelte dei gruppi locali. Ed è per questo che su molti accordi non se ne fa niente». Come, ad esempio, è appena successo a Milazzo. Un’altra verità l’ha confessata Antonio De Luca, deputato all’Ars e facilitatore regionale del M5S, ai potenziali alleati: «Noi l’accordo non lo facciamo dov’è sicuro che si perde. Preferiamo perdere da soli...». Una sana realpolitik, condivisa anche dalla nuova segreteria siciliana del Pd, che segna la distanza fra gli auspici romani e la realtà siciliana.

Ma Cancelleri ha fatto un altro (grosso) passo avanti sull’ipotesi di alleanza giallorossa alle Regionali del 2022. Si può fare? «Io personalmente me lo auguro. Anche perché mi sono stancato di perdere, visto che ci presentiamo da soli. Vorrei che il movimento potesse arrivare alla tanto agognata idea di potere governare la Regione, anche se si deve fare assieme ad altri, compreso il Pd. Questo è un mio personale convincimento, poi il movimento deciderà...». Il due volte candidato governatore si tira fuori, ma non del tutto: «Per ora faccio il viceministro...».

E da Anthony Barbagallo, sentito da La Sicilia mentre è in partenza per Lampedusa, arriva il «pieno sostegno all’auspicio dell’amico Giancarlo, con cui c’è un contatto continuo, così come con gli altri colleghi all’Ars». Il segretario del Pd conferma la «corsia preferenziale con il M5S: lavoriamoci, prima nei Comuni e poi verso le Regionali». Anche a costo di aizzare le tendenze centriste e terzopoliste di Italia Viva?

Twitter: @MarioBarresi

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