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Così l’Ars ha impallinato D’Urso, il dirigente anti-fannulloni

Politica

Così l'Ars ha impallinato D'Urso, il dirigente anti-fannulloni

Di Giuseppe Bianca

PALERMO - È stata bocciata dall’Ars, con voto segreto, la deroga che avrebbe consentito al dirigente generale dell’Energia, Tuccio D’Urso, di rimanere in servizio fino a 70 anni. Andrà dunque in pensione a breve il burocrate che (col plauso di Nello Musumeci, ieri presente in Aula) si era intestato in prima persona la battaglia sulla revoca delle ferie d’agosto per mandare avanti la macchina dei dipendenti regionali. Il diretto interessato non l’ha presa bene: «Ha vinto il partito dei fancazzisti», lo sfogo in un sms inviato a caldo agli amici.

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La norma, inserita nel disegno di legge sulle disposizioni finanziarie, avrebbe consentito ai dirigenti a un passo dalla pensione (e dunque a D’Urso) di poter chiedere, «entro i 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di essere autorizzato al trattenimento in servizio retribuito nelle mansioni per non più di tre anni e non oltre il compimento del settantesimo anno d’età». Ma l’articolo 3 del ddl è stato impallinato a Sala d’Ercole, complice lo scrutinio segreto: 26 voti favorevoli e 30 contrari.

I grillini sono andati esplicitamente all’attacco: «Stiamo facendo una norma ad personam» hanno detto. E Nuccio Di Paola ha poi affondato il colpo: «Cosa c’è dietro questo centro direzionale? A questa domanda il tempo darà una risposta». Il riferimento è al ruolo di responsabile unico del procedimento di D’Urso nella realizzazione del mega-immobile (425 milioni in ballo) di via Ugo La Malfa a Palermo, dove saranno trasferiti assessorati e dipartimenti.

Al deputato grillino ha risposto a muso duro il capogruppo di DiventeràBellissima, Alessandro Aricò: «Affermi con chiarezza cosa vuole dire sul centro direzionale, si assuma la sua responsabilità». E anche l’assessore Gaetano Armao ha rintuzzato Di Paola: «Solo insinuazioni». Ecumenico Totò Lentini (Ora Sicilia): «Il personale della Regione bisogna coccolarlo. Un consiglio al presidente Musumeci: attenzioniamolo questo personale e tornerà a svolgere il lavoro come ha sempre fatto. Ci sono molti giovani che aspettano di avere un’opportunità». Sulla norma salva-D’Urso, il capogruppo forzista Tommaso Calderone ha ironicamente chiosato: «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere».

Giallo sulla partecipazione al voto segreto di Francesco Cappello del M5S. A denunciare l’episodio l’ex grillina Elena Pagana (Attiva Sicilia) che ha segnalato come il deputato fosse ufficialmente «in congedo», lasciando trapelare il sospetto che qualcuno abbia potuto votare al suo posto. Ipotesi di “pianisti” a parte, il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha promesso «approfondimenti». Ma la votazione è stata comunque ritenuta valida. E la frittata, dunque, è fatta.

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