Notizie locali
Pubblicità
Comunali, gli orfiniani: «Nuovo corso già vecchio»

Politica

Referendum, Giarrusso: «Snellire la macchina parlamentare farà bene all'Italia»

Di Dino Giarrusso

Domenica 20 e lunedì 21 settembre gli italiani potranno finalmente ratificare, con il loro Sì al referendum, una sacrosanta scelta parlamentare che tutti da decenni dicono di voler portare a compimento, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di realizzare concretamente: il taglio del numero dei parlamentari. L'Italia passerà dagli attuali 945 membri elettivi a 600, uniformandosi ai principali Paesi europei e obbedendo a un'esigenza più volte evidenziata da tutti i partiti e da prestigiosi giuristi. Nilde Iotti sottolineava già negli anni Ottanta come il numero di 945 parlamentari fosse eccessivo alla luce della creazione delle Regioni (1970), del Parlamento Europeo, di importanti corpi rappresentativi intermedi. Concetto ripreso poi da tutti i protagonisti della nostra storia parlamentare, a parole pronti a tagliare questo numero spropositato che NON è frutto del lavoro dei padri costituenti, ma d'una riforma costituzionale voluta nel 1963 dalla Democrazia Cristiana di Amintore Fanfani che tradì le parole di Luigi Einaudi, sostenitore dell'inefficienza di assemblee legislative troppo numerose.

Pubblicità

Chiunque conosca l'iter legislativo, i lavori di commissione, le consuetudini parlamentari, sa benissimo che snellire non la democrazia, ma una macchina sovradimensionata ed inefficiente, farà solo bene all'Italia. Velocizzerà le procedure, ridurrà il potere di ricatto dei piccoli (ricordate l'Udeur di Mastella che con tre senatori imbrigliò il governo Prodi?), ridurrà sprechi, eviterà la vergognosa abitudine di candidare toscani in Sicilia e lombardi in Calabria, e impedirà la scandalosa condotta di tanti parlamentari campioni d'assenteismo e menefreghismo, che oggi possono contare su “gregari” e disonorare il loro compito disertando le Camere, ma che dovendo sudarsi la rielezione saranno costretti a fare il loro dovere: lavorare in Parlamento e seguire il territorio.

Tutte le obiezioni di chi si sta battendo per il NO hanno il fiato cortissimo. Si parla di “difesa della Costituzione”, ma il taglio è chirurgico: riguarda SOLO il numero dei parlamentari e ne lascia intatta ogni altra lettera. Si paventa sfregio alla democraziaper una legge votata dal 97,5% dei parlamentari in carica, che ci darà un Parlamento maggiormente responsabilizzato e quindi più democrazia, maggior controllo sul lavoro del singolo eletto, e più stretto rapporto fra cittadini e Assemblea. Si urla che alcuni territori saranno meno rappresentati, ma è una bufala: sarà obbligatorio dopo il sì dei cittadini ricalcolare i collegi per assicurare proporzionalità. Inoltre sarà quasi automatico varare una nuova legge elettorale e sarà un bene, vista la totale inefficienza delle ultime quattro, votate sempre e solo col folle intento non d'assicurare rappresentatività e governabilità, ma di danneggiare l'avversario politico di turno. Per queste ottime ragioni sono convinto che i cittadini italiani voteranno SÌ, deludendo gli strenui sostenitori del mantenimento dello status quo, dei vizi della casta.

Sono felice d'aver letto su La Sicilia l'intervento dell'ex ministro Salvo Andò, che per sostenere le ragioni del NO non trova nulla di meglio che sputare fango per lunghissime righe contro il M5S, forza scelta democraticamente da undici milioni d'italiani. Probabilmente Andò è nostalgico dei suoi tempi, quando il segretario del suo partito Bettino Craxi agiva da padrone infischiandosene delle leggi dello Stato, tanto da esser condannato due volte in forma definitiva per dieci anni complessivi di reclusione, che però non sconterà mai dandosi alla latitanza internazionale, e sfregiando così per la seconda volta il Paese che aveva indegnamente rappresentato. Quando leggo che i promotori del NO sono tanti protagonisti dell'epoca peggiore della nostra Repubblica, zeppa di malfattori travestiti da uomini delle istituzioni, credo fermamente che il nostro agire politico abbia colpito ancora una volta nel segno, e che i cittadini abbiano una ragione in più per votare SÌ: non dover mai più vedersi rappresentati da tali personaggi.

Pubblicità
COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA