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Musumeci li chiama “fannulloni”: ma la Regione siciliana assegna i premi produzione ai dipendenti

Di Redazione

PALERMO - La Regione siciliana ha assegnato i premi di rendimento ai propri dipendenti, destinando anche due milioni in più per gli straordinari (da 9 mesi in personale è in smart working), rispetto allo scorso anno. Decisione che ha suscitando lo stupore perfino dei sindacati: due sigle, Uil e Cobas, non hanno firmato l’accordo. 

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Il budget di quest’anno - secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia, cresce da 5,7 a 7,7 milioni. La quota maggiore degli straordinari è assegnata al dipartimento Lavoro, che a marzo fu travolto dalle critiche perché l’allora dirigente generale, Giovanni Vindigni, firmò un accordo con i sindacati che prevedeva straordinari da 3 mila euro a ciascun dipendente per esaminare le pratiche di cassa integrazione per il Covid.

Le polemiche portarono al ritiro dell’'accordo, ma ora ai dipendenti dell’assessorato arrivano 900 mila euro per gli straordinari, anche se non è specificato per quale attività vengono assegnati.

Anche all’assessorato all’Energia arrivano 120 mila euro per straordinari, nonostante l’ex dirigente Tuccio D’Urso in estate parlò di «fancazzisti che mettono a rischio la spesa dei fondi europei».

«Sia per i premi di rendimento che per gli straordinari - dice Luca Crimi della Uil - non c'è stata una una valutazione del merito. E poi si parla di fannulloni...»: il riferimento è alle dichiarazioni del presidente della Regione, Nello Musumeci, che definì tali buona parte dei dipendenti dell’amministrazione.

Anche la Cisal, che però ha firmato l’accordo, solleva perplessità: «Ci chiediamo come sia possibile assegnare due milioni in più in un periodo in cui tutti sono stati in smart working», spiegano Angelo Lo Curto e Giuseppe Badagliacca che hanno scritto al governo chiedendo i dettagli delle assegnazioni. Per il capo dell’Aran, Accursio Gallo, «le risorse sono state distribite sulla base dei dati che la Regione ci ha inviato».

L’Aran ha anche ufficializzato la proposta di rinnovo contrattuale per i 1.630 dirigenti a cui andranno aumenti medi da 209 euro lordi al mese che portano con sé arretrati da 9.288 euro una tantum.

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