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Politica

Pogliese: «Per 4 mesi sono stato un leone in gabbia; ora più carico di prima»

Di Giuseppe Bonaccorsi

Catania - E’ raggiante, con il cuore colmo di gioia e di felicità. E ieri mattina Salvo Pogliese non stava nella pelle. «Mi è stato appena comunicato che il Tribunale di Catania riparando una palese ingiustizia, mi ha reintegrato nel ruolo di sindaco di Catania, laddove i cittadini hanno voluto che esercitassi il mio mandato elettorale». E già dopo pochi minuti in cui la notizia era stata battata dalle agenzie di stampa il suo telefono è diventato rovente. Congratulazioni gli sono arrivate da tutte le parti, dai massimi livelli politici e della sua maggioranza sino agli amici più vicini. Dal governatore Musumeci al senatore della Lega e coordinatore regionale Stefano Candiani che ha aggiunto che adesso bisognerà avviare un iter parlamentare per la modifica di questa legge. E poi, telefonate sono arrivate dai componenti della sua Giunta, i vertici del suo partito Fratelli d’Italia e ovviamente un caloroso abbraccio dal vicesindaco Roberto Bonaccorsi che in questi quattro mesi ha retto con passo felpato il Comune in uno dei momento più delicati e con il Covid che continua a tenere tutti sulle spine. Insomma Pogliese ha ottenuto un tripudio che dà ragione al sindaco che in questi oltre 4 mesi si è battuto per ottenere giustizia, perché considerava sin dal primo momento della sospensione la legge Severino fortemente anticostituzionale e iniqua oltre che discriminava in particolare perché colpisce e s accanisce contro gli amministratori locali sin dal primo grado di giudizio, quando ancora i gradi sono due da affrontare e lascia liberi deputati, senatori e rappresentanti di governo. Insomma due pesi e de misure. Agli amici e ai referenti politici Pogliese ha detto di essere pronto con maggiore impeto e voglia a riprendere il lavoro interrotto per Catania «con lo stesso amore con cui ho scelto Catania lasciando la comoda poltrona di europarlamentare».

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Lo abbiamo incontrato in un momento di pausa.

Allora sindaco, che effetto le fa essere nuovamente chiamato primo cittadino?

«Una soddisfazione immensa che parzialmente ha fatto superare la grande delusione di questi ultimi quattro mesi. E’ chiaro che sono felice che sia stata vinta questa battaglia alla grande, motivo per cui voglio ringraziare il Tribunale civile di Catania per l’equilibrio e la serietà con cui ha affrontato un tema molto delicato come quello della legge Severino. Ora mi auguro che quello che è stato scritto a Catania possa rappresentare il solco di una modifica normativa nazionale al di là di quello che farà la Corte costituzionale. E comunque illustri costituzionalisti hanno detto che questa legge è palesemente anticostituzionale. Detto ciò - ha aggiunto - voglio ringraziare i miei avvocati Claudio Milazzo, Eugenio Marano e Felice giuffrè».

A questo punto, a partire da lunedì, al lavoro a capofitto?

«Ma certamente. Sono felice di servire questa città. E vorrei rimarcare a maggior ragione oggi che per fare il sindaco mi sono dimesso da una comoda poltrona europea che mi avrebbe dato anche l’immunità parlamentare. Comunque come ho sempre detto ho affrontato questo processo senza paracadute perché sono certo del mio comportamento etico morale e coerente con le norme vigenti».

In questi quattro mesi il sindaco Pogliese come li ha vissuti?

«Come un leone in gabbia. Io amo la mia città e non poter fare nulla mi ha fatto stare male. Il fatto di non potermi occupare de problemi quotidiani è stato una cosa pazzesca e questo nonostante amici e conoscenti continuassero nella mia bacheca comunale a considerarmi sindaco a tutti gli effetti, e illustrandomi problemi da risolvere, come strade da asfaltare , mancanza di illuminazione..... Ho vissuto quindi un periodo molto combattuto, surreale, come un allenatore in panchina, ma devo dire che sono felice per come si è comportato il vicesindaco Roberto Bonaccorsi. Lo voglio ringraziare per la sua sobrietà con cui ha svolto il suo ruolo, con equilibrio, serietà , professionalità e onestà. Voglio, inoltre, ringraziare anche la Giunta, il Consiglio comunale, il mio capo di Gabinetto, il mio addetto stampa e tutti lo staff comunale, ma soprattutto voglio ringraziare i catanesi che mi hanno manifestato attestazioni di stima e solidarietà».

Dalla politica lei ha subìto pressioni per dimettersi anzitempo?

«Nella mia coalizione c’è stata una grande solidarietà trasversale verso di me. Mai nessun distinguo. Allora mi ero confrontato con tutti i referenti della mia maggioranza e hanno condiviso di affrontare questa battaglia senza nessun cedimento».

E dall’opposizione?

«Ci sono stati alcuni che hanno dimostrato grande equilibrio, altri un po’ meno e ne prendo atto. Come dico sempre perdonare sempre, dimenticare mai. E comunque so chi è stato un avversario leale».

Quale sarà il primo provvedimento che lei farà una volta rientrato in Comune? Ad esempio i sindacati le chiedono un incontro urgente...

«Sono stato 4 mesi fuori da palazzo degli Elefanti. Come prima cosa mi incontrerò con la Giunta, col Consiglio comunale, con i dirigenti, i direttori e certamente con i sindacati . Accoglierò il loro invito. E’ giusto che si ricominci col piede giusto per affrontare i problemi e ci si confronti su molte cose. Devo comunque dire che sono molto felice che il caso abbia voluto che io tornassi in Comune a pochi giorni dalla cerimonia in cui daremo il benvenuto ai nuovi 30 vigili urbani che abbiamo assunto per 11 mesi grazie a un provvedimento del ministero dell’Interno. Agenti che daranno ossigeno al Corpo. Ma soprattutto voglio rimarcare che tutto ciò è stato possibile con una procedura innovativa a livello nazionale, attraverso un concorso solo per titoli, grazie alla modifica del regolamento concorsi approvato in Consiglio. Un concorso trasparente, tutto telematico. Il 27 novembre avevano già la graduatoria formale e l’1 dicembre è stato firmato il contratto».

Ci sarà ancora da affrontare la piaga del Covid con molti cittadini allegri, contenti e tutti fuori...

«Ovviamente la vera emergenza in questo momento è proprio questa della pandemia. Ma c’è anche l’emergenza economica e su questo fronte abbiamo fatto tantissimo per bar ristoranti, negozi...Mi riferisco anche alla riduzione della Tari del 60% o alla Cosap».

Sindaco, allora, avendo ritrovato serenità domani andrà tranquillamente e risollevato a vedere la partita del suo Catania?

«Ma certamente. Domani pomeriggio sarò regolarmente a Lentini. Non c’è dubbio... Come sempre, da tifoso...».

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