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Comincia il cammino della finanziaria regionale all'Ars: due settimane per approvarla

Di Redazione

PALERMO - Sarà assegnata a breve alle commissioni di merito, e al Bilancio, la manovra finanziaria trasmessa nel weekend dal governo Musumeci all’Assemblea siciliana.

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Il ddl di stabilità è composto da 72 articoli (leggi qui contenuti e curiosità del ddl). In meno di due settimane la manovra dovrà essere approvata in aula, l'accordo Stato-Regione indica il 28 febbraio come termine ultimo per il via libera. 

La Presidenza dell’Ars e gli uffici stanno lavorando al testo per verificare eventuali stralci di norme dal ddl stabilità, in modo da renderlo anche compatibile rispetto ai tempi imposti per l’approvazione.

L’impianto complessivo dell’accordo con lo Stato sulla spalmatura in dieci anni del disavanzo da 1,7 miliardi «ha quale effetto una complessiva manovra finanziaria di ben 2.161 milioni di euro». E’ quanto si legge nella relazione introduttiva al testo della legge di stabilità regionale trasmesso dal governo Musumeci all’Ars e all’esame degli uffici di Presidenza prima dell’assegnazione alle commissioni.

«Si potrà realizzare una riqualificazione strutturale con interventi orientati verso la razionalizzazione e la riduzione delle uscite correnti, nonché un incremento degli investimenti nel solco delle misure già intraprese dal governo Musumeci», si legge nella relazione. L’accordo, essendo correlato al bilancio di previsione per i profili finanziari «delinea le azioni da porre in essere per il medesimo triennio ed in maniera più programmatica descrive gli interventi per i periodi successivi».

In quest’ottica, «il piano dovrà essere aggiornato annualmente, al fine di individuare le attività necessarie in relazione ai successivi esercizi finanziari, in un’ottica sempre di triennalità, tenendo conto anche delle risultanze degli effetti che si sono registrati in virtù delle misure di contenimento adottate nell’anno precedente».

«Su tali misure annuali verrà effettuato un confronto con il governo statale ai fini della verifica del rispetto puntuale delle previsioni dell’accordo - conclude la relazione - Non si tratta del più favorevole accordo possibile ma è quello che contiene le condizioni migliori che si sono potute ottenere dal serrato negoziato a fronte delle rigorose richieste del governo statale». 

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