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Rifiuti, fondi in Sicilia per impianti di compostaggio: ecco a chi andranno

Politica

Giunta Musumeci, Pierobon in bilico. L'Anci: «L'assessore non si tocca»

Di Redazione

PALERMO - Sarebbero ore cruciali per Alberto Pierobon, la cui permanenza nel governo Musumeci è data in bilico per operazioni di natura politica in seno alla maggioranza. Mentre si parla di imminenti incontri ai massimi livelli di governo, sull'eventuale addio di Pierobon, che lascerebbe l’assessorato ai Rifiuti, prende posizione l’Anci Sicilia.

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«Da sempre il settore dei rifiuti è particolarmente delicato e le scelte che ricadono sull'assessorato sono cruciali per gli enti locali e richiedono grande equilibrio e trasparenza - In questi anni con l’assessore Pierobon si sono fatti passi importanti e le definizione di un piano regionale dei rifiuti costituisce un traguardo importante».

Per Orlando è «fondamentale che su tale settore l’attuale assessore abbia dato importanti garanzie di trasparenza e correttezza anche nel confronto col sistema delle autonomie locali dell’isola e riteniamo che, prima di ogni altra valutazione, tali valori debbano essere preservati».

Aggiunge il presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando: «Le criticità del sistema integrato dei rifiuti e del sistema idrico integrato interessano direttamente i comuni e, in particolare, la carenza di impianti sul territorio continua a determinare speculazioni e costi elevati per i comuni e di conseguenza per cittadini e imprese».

Il timore, espresso anche da altri ambienti, è che con l’addio di Pierobon si possa interrompere il processo di riforme avviato e non ancora ultimato: rifiuti, risorse idriche, centro idrogeno. In ballo c'è anche il lavoro fin qui fatto dalla commissione d’inchiesta, istituita lo scorso novembre con decreto dall’assessore Pierobon, sulla verifica della regolarità delle autorizzazioni concesse agli impianti dei rifiuti in Sicilia. Insomma, un cambio in questo momento alla guida dell’assessorato, è la preoccupazione, rischierebbe di minare i dossier aperti.

Sul versante politico, l’addio di Pierobon sarebbe legato alle fibrillazioni interne all’Udc e a un eventuale ingresso nel partito del deputato messinese Luigi Genovese, anima di "Ora Sicilia". Una parte dei dirigenti farebbe resistenza, mentre un pezzo del partito sarebbe favorevole all’ingresso in un ottica di rafforzamento e allargamento della base. L’idea su cui starebbero ragionando alcuni maggiorenti vicini al governatore è che l'uscita di Pierobon, in quota Udc su indicazione dall’ex leader Lorenzo Cesa, potrebbe consentire al presidente Musumeci di inserire una donna in giunta (al momento tutta al maschile dopo l’addio di Bernardette Grasso) ma soprattutto di dare una bella stretta ai rapporti coi centristi. 

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