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Politica

Ddl stabilità all'Ars al rallentatore, a rischio gli stipendi dei regionali

Di Redazione

Procede col freno a mano l’esame del ddl stabilità all’Ars. Anche oggi l’ostruzionismo delle opposizioni ha avuto la meglio, col governo "tradito" anche dai franchi tiratori tra le fila della maggioranza, che hanno prestato il fianco a Pd e M5s che per due volte, utilizzando il voto segreto, sono riusciti a fare andare sotto il governo.

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Il colpo più pesante è sulla norma che disciplinava la convenzione che l’assessore all’Economia Gaetano Armao doveva firmare con la Bei, per affidare alla banca la gestione dei fondi da destinare alle piccole e medie imprese.

Con la maggioranza allo sbando, le opposizioni hanno fatto il bello e il cattivo tempo, a riprova che il tentativo di ieri fatto nel centrodestra di trovare un accordo sulla manovra è fallito.

Domani altro round, si parte alle 12.30. Prima si riunirà in via informale la capigruppo, per capire come potere andare avanti. Il presidente Gianfranco Miccichè proporrà la sua ricetta perché senza intesa, con un ddl di 160 articoli, di questo passo il traguardo appare davvero molto lontano, col rischio che la Regione alla fine della prossima settimana non potrà pagare nemmeno gli stipendi del personale. 

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