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Dati Covid truccati, tutti chiedono la testa di Razza ma Musumeci: «Giustizialisti!»

Di Redazione

PALERMO - L'inchiesta sui dati Covid truccati in Sicilia per evitare la zona rossa rischia di travolgere l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, di cui tutti ora vogliono la testa. Sono soprattututto le opposizioni a pretendere un passo indietro del "delfino" di Musumeci. Il primo a chiedere le dimissioni è stato il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo, secondo il quale «Razza non può restare un minuto di più».

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Alla richiesta si accoda anche il M5s: «Restiamo sgomenti -  affermano i deputati nazionali Roberta Alaimo, Valentina D’Orso e Adriano Varrica, insieme con il senatore del Movimento 5 Stelle, Steni Di Piazza -  nell’apprendere dello scandalo che ha coinvolto l’assessore alla salute della Regione Siciliana e di come, secondo le accuse, si possa esser giocato sulla salute dei siciliani falsificando i dati dei contagi da Covid-19. È l’ulteriore disastro della gestione dell’emergenza che certifica il fallimento dell’amministrazione Musumeci in Sicilia». 

«Ove gli esiti dell’indagine dovessero confermare la responsabilità dell’assessore Razza e dei dirigenti e funzionari regionali coinvolti, si tratterebbe di un fatto di una gravità inaudita - affermano i cinquestelle - Nell’attesa che la magistratura accerti i fatti, però, è necessario ed opportuno che Razza si dimetta, senza perdere un attimo di tempo. L'inchiesta odierna getta un’ombra troppo grande sul suo operato che compromette irrimediabilmente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, proprio in quelle istituzioni che dovrebbero avere come obiettivo la cura e la tutela della salute della collettività». 

Ma secondo il presidente della commissione Antimafia siciliana e leader di Cento Passi, Claudio Fava, «le dimissioni di un assessore alla salute che falsifica e fa "spalmare" i dati sul Covid non vanno chieste dall’opposizione: vanno pretese dal presidente della Regione. Stamattina. Come primo atto di decenza morale. Quanto a Musumeci, se davvero non sapeva, l’inettitudine di un Presidente incapace di controllare la gestione dell’emergenza è colpa grave e imperdonabile. Una colpa che non gli permetteremo di nascondere lanciando la palla in tribuna, come è uso fare da tre anni a questa parte». 

Indignato anche il senatore di LeU Francesco Laforgia: «Le parole dell’assessore regionale alla Salute siciliano sono vergognose. Si accertino immediatamente le responsabilità sulla vicenda dati falsi sui decessi per Covid in Sicilia, che vede indagati l’assessore Razza e la dirigente Liberti. L’assessore si dimetta immediatamente e si valuti il commissariamento della sanità siciliana».

Prende le difese invece di Razza il governatore Musumeci. Per lui è quasi come un figlio, ma proprbailmente questa volta non riuscirà a proteggerlo dall'onda anomala che potrebbe travolgerlo. «Leggo dichiarazioni di rappresentanti politici - ha detto Musumeci, a Omnibus su La7 - che fanno accapponare la pelle, questa è una terra di giustizialisti: è una vergogna. Abbiamo visto quanti indagati poi sono usciti dalle inchieste. Quindi, calma calma... calma».

«Questa terra dà fastidio quando non alimenta le cronache giudiziarie - ha aggiunto Musumeci -, abbiamo tenuto lontano in questi anni la Sicilia dalle inchieste. Ho fiducia in Razza, ed estrema fiducia nella magistratura: sono convinto che i fatti saranno chiariti».

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