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Politica

Luca Sammartino fra «fiducia» e piani: Sudano in lizza all'Ars?

Di Mario Barresi

Catania -  «Fiducia» nella magistratura, come recita il manuale dell’indagato. Ma anche in se stesso, in «un gruppo» che ormai funziona come una macchina perfetta, dalle elezioni nazionali agli universitari. E soprattutto nella capacità di superare indenne i guai giudiziari, rinviando ambiziosi progetti personali e magari cambiando partito.

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Luca Sammartino non si ferma. Continua a fare politica. Con uno stile più low profile, negli ultimi mesi, all’Ars, dove resta presidente (nonostante la richiesta di dimissioni del M5S) della commissione Cultura, forse l’organismo a più alto tasso di produttività legislativa. Ma, da attento programmatore, il deputato di Italia Viva, tesse la sua tela. Che, per ora, è nel centrosinistra. Con Davide Faraone nominato coordinatore regionale di Iv e con un evidente disincanto rispetto ai movimenti neo-centristi che vedono in prima linea i renziani ex Sicilia Futura, Sammartino si guarda attorno. Forte di un ottimo rapporto con il segretario dem Anthony Barbagallo (che lo vorrebbe nel «campo largo aperto ai moderati» alle Regionali), ma poco in sintonia - e la cosa è ricambiata - con grillini e Claudio Fava.

Chi l’ha sentito negli ultimi tempi assicura che Sammartino (fra i potenziali candidati a governatore, senza i guai giudiziari) per il 2022 starebbe studiando una strategia ben precisa: a candidarsi per l’Ars sarebbe Valeria Sudano. Dove e con chi non è ancora dato saperlo. Se non più in Iv, la destinazione più naturale sarebbe Forza Italia, con Gianfranco Miccichè pronto a srotolare tappeti rossi se non fosse per l’altolà dei forzisti catanesi (soprattutto Marco Falcone, ma anche Alfio Papale, e, in prospettiva, anche Giuseppe Castiglione, che medita il gran ritorno) all’ingombrante nuovo acquisto. «Siamo contrari agli ingressi deviati, gli sfasciacarrozze vanno bene per gli altri partiti e non per Forza Italia», la dichiarazione di guerra dell’assessore regionale ai Trasporti. Certo, se davvero Sammartino andasse nel centrodestra, non si iscriverebbe ai fan della ricandidatura di Nello Musumeci, che gli ha augurato le attenzioni di «ben altri palazzi». Ma non c’è nulla di scontato. Anche perché quei 33mila voti fanno gola a molti. Non alla Lega, se fosse vero che - come riferiscono fonti salviniane - un paio di emissari di Sammartino avrebbero sondato il segretario regionale Nino Minardo per organizzare un incontro. «Un caffè con piacere, ma da noi non c’è spazio», la risposta gelida. Per il resto, non c’è limite alla fantasia. Saltando un turno, magari, con la speranza di uscire indenne da inchieste e processi. Poi, però, ci sono gli altri appuntamenti. Nel 2023: le Politiche e Palazzo degli Elefanti.

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