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Berlusconi frena nuovi leader. Non servono, mi ricandido io

Berlusconi frena nuovi leader. Non servono, mi ricandido io

Silvio Berlusconi spariglia di nuovo le carte del centrodestra e lancia un messaggio ben preciso ad avversari e, soprattutto, a chi punta a raccogliere la sua eredità: una volta assolto dalla Corte europea di Strasburgo, mi ricandido e torno leader. Il leader di Forza Italia, quasi al termine del ritorno 'forzato' alla politica per sostenere il No al referendum, ridisegna il suo futuro. In attesa dell'esito del referendum - che spera lo rilanci tra gli interlocutori di prima fascia - e della sentenza sul ricorso contro l'applicazione al suo caso della legge Severino, il Cavaliere si riprende la scena. E lo fa, quasi con un 'predellino' virtuale, mettendo in soffitta i propositi di cautela fisica dettati dalle sue condizioni di salute. Di prima mattina - ma l'intervista era registrata - a Rai Parlamento dice di essere "in attesa spasmodica della sentenza di Strasburgo che purtroppo - è il suo rammarico principale - ci mette troppo tempo, tre anni, per esaminare un caso che non riguarda solo un cittadino ma un importante Paese europeo". Il riferimento è alla contestazione mossa all'Italia di aver applicato retroattivamente la legge Severino al suo caso, violando l'articolo 7 della Convenzione europea per i diritti umani (Cedu) che sancisce il principio di "nulla poena sine lege" (nessun a pena senza legge). "Sono assolutamente sicuro - dice Berlusconi guardando a Strasburgo - che metterà in chiaro come non ci sia stata nessuna evasione da parte mia. E quindi io dovrei ritornare nella possibilità di ricandidarmi. In quel caso - scandisce - il centrodestra non avrebbe la necessità di cercare altri leader". Con buona pace di chi punta alle primarie (Meloni e Toti in primis) o a chi conta sul peso dei voti che porta in dote per determinare la leadership (Salvini). Ma il 'disegno' del Cavaliere non piace affatto al leader leghista che lo gela in partenza: "Berlusconi ha fatto tanto, e potrà fare ancora, ma chiunque, da Salvini a Berlusconi, ha bisogno della legittimazione popolare", spiega. "Dopo la vittoria del no - concede - parleremo di tutto il resto: ma chi sfiderà Renzi e Grillo - avverte - lo decideranno gli italiani, non è una scelta a tavolino in qualche segreteria di partito. Chiunque sia dovrà passare dal consenso degli italiani nelle piazze italiane". "Faccio a Berlusconi molti e sinceri auguri, ma le autoincoronazioni non sono più possibili", sentenzia l'ex delfino di Arcore e attuale leader di Cor, Raffaele Fitto insistendo su "primarie per tutti per un centrodestra forte e vincente". Nessuno sconto neppure dall'ex alleato ora nelle fila di Fdi, Ignazio La Russa: "auguro di tutto cuore l'annullamento di quella ingiustizia che sta limitando i suoi diritti civili. Dopodiché - sottolinea - lui al pari di tutti gli altri, come Salvini e la Meloni, e forse con più meriti storici di altri, dovrebbe comunque avere un'investitura dal basso". "Ho visto che Berlusconi oggi ha tirato fuori un candidato nuovo... Chi se lo aspettava...", scherza invece il premier Matteo Renzi che proprio oggi si incrocerà negli studi di Cologno monzese con il Cavaliere, ospiti entrambi - ma a un'ora di distanza - di Barbara D'Urso.

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