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Crocetta: «Non sono più soltanto chiacchiere da bar, l'assessore Pistorio si dimetta»

Dopo la pubblicazione sul nostro sito di nuove intercettazioni che provano contatti tra il politico e l'armatore di Trapani nell'ambito dell'inchiesta Mare Nostrum, torna il caos nella giunta regionale

Crocetta: «Non sono più soltanto chiacchiere da bar, l'assessore Pistorio si dimetta»

PALERMO - Le intercettazioni che abbiamo pubblicato in esclusiva hanno fatto scoppiare nuovamente la grana Pistorio in seno alla giunta regionale Il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, invita l’assessore alle Infrastrutture Giovanni Pistorio (Centristi per l’Europa) a dimettersi, alla luce di nuove intercettazioni, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo 'Mare nostrum', pubblicate da Lasicilia.it  da cui emergono colloqui con l’armatore della Liberty lines Ettore Morace, arrestato per corruzione. Pistorio non risulta indagato.

 

I rapporti tra Crocetta e Pistorio si sono incrinati dopo la pubblicazione di una intercettazione durante la quale Pistorio parlava di interessi privati di Crocetta nel potenziamento dei collegamenti marittimi da Palermo all’isola di Filicudi nelle Eolie, legati a una presunta relazione sentimentale del presidente.

 

Pistorio in un colloquio con Crocetta si era scusato definendo "conversazioni da bar" le sue frasi, ma aveva escluso le sue dimissioni nonostante il governatore lo avesse definito omofobo.

 

Per Crocetta le nuove intercettazioni che emergono da una informativa dei carabinieri, «vanno ben oltre le "conversazioni da caserma" per minimizzare pettegolezzi su miei comportamenti completamente inesistenti, che però hanno determinato mesi di intercettazioni nei miei confronti, colpevole di nulla, neppure di nutrire sentimenti nei confronti di un segreto innamorato, che in un paese civile rientrerebbe fra i diritti inviolabili di qualsiasi cittadino».

 

«Le frasi da osteria - continua Crocetta rivolgendosi a Pistorio - non le manifestava al bar, ma nella sede istituzionale di quell'assessorato alle Infrastrutture, che le ho dato la possibilità di presiedere nonostante che in molti le rimproverassero un passato dai facili cambi di casacca politica. E i suoi pettegolezzi hanno contagiato talmente i suoi collaboratori, che ad un certo punto, convinti dall'idea di me che lei ha trasmesso, non solo mi hanno attribuito una serie infinita, quanto inesistente, di amanti  ma, hanno finito per pensare seriamente che quando volevo spostare il collegamento da Lamezia Terme a Palermo, non lo facevo per valorizzare i porti e gli aeroporti siciliani, ma per follia amorosa nei confronti di un 60enne sposato e padre di figli, che fra l'altro non vive abitualmente a Filicudi, colpevole di avermi rappresentato le problematiche dell'isola».

 

E rivolgendosi all’assessore, aggiunge: «I suoi stornelli da osteria assessoriale hanno prodotto un grave danno all’immagine delle istituzioni e, pertanto, rappresentano fatti pubblici e non privati, con un’aggravante di intenzione omofobica decisamente insopportabile».

 

«Se, insieme a tutto ciò aggiungiamo comportamenti che prefigurano un suo tradimento politico, attraverso un dialogo che lei ha aperto con tanti e fra questi Cuffaro - dice Crocetta - ritengo che lei ne debba trarre le dovute conseguenze rassegnando le sue dimissioni, così potrà reincontrarsi con i suoi ex amici e parlare male di me liberamente, da caserma, da osteria, senza limiti. Buon divertimento».

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