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«Con i botti non è party»

Nella notte di Capodanno gli animali raggiungono l'apice del terrore una strage silenziosa di 5.000 vite all'anno

«Con i botti non è party»

Se poco purtroppo riescono a fare, in termini di lotta di civiltà, le ordinanze di divieto di botti che pure sempre più sindaci emanano per l’incolumità delle persone e degli animali, si moltiplicano gli appelli degli animalisti per un “Capodanno botti free”.

Il Wwf, ad esempio, rivela che sono cinquemila gli animali che ogni anno perdono la vita per questa causa - il fenomeno riguarda per l’80% quelli selvatici - nelle vicinanze di grandi centri urbani. «Il fragore dei botti di Capodanno, oltre a scatenare negli animali una naturale reazione di spavento, li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli, così, al rischio di smarrimento e/o investimento - ricorda inoltre la Lav -. In caso poi di esplosioni in prossimità dell’animale, sia d’affezione che selvatico, vagante o di proprietà, le conseguenze possono essere molto più drammatiche, causandone spesso il ferimento o la morte anche per ustioni, configurando inoltre condotte penalmente rilevanti». La deputata di Forza Italia ed ex ministra Michela Brambilla, da anni in prima linea nella difesa degli animali come presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, rileva con piacere che «aumenta di anno in anno il numero dei Comuni italiani che vietano l’utilizzo dei “botti”», invitando i primi cittadini che non l’hanno ancora fatto a seguire gli esempi dei colleghi «più virtuosi» e appellandosi «ai cittadini perché, ancora una volta, si dimostrino sensibili, responsabili e civili rinunciando ai “botti” pericolosi non soltanto per le persone, ma dannosissimi per gli animali, sia domestici che selvatici».

Delle 5.000 vittime dei botti, infatti, circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli (tra i quali non mancano casi di rapaci) che, spaventati, perdono il senso dell’orientamento e fuggono istintivamente rischiando di colpire un ostacolo a causa della scarsa visibilità. Altri abbandonano il loro dormitorio invernale (alberi, siepi e tetti delle case), vagano al buio anche per chilometri e, non trovando altro rifugio, muoiono per il freddo a causa dell’improvviso dispendio energetico a cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalla scarsità di cibo che ne riduce l’autonomia. A ciò va aggiunto anche lo stress indotto dai botti, anch’esso causa di morte frequente. Negli animali da allevamento come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono invece provocare nelle femmine gravide l’aborto da trauma da spavento.

Per quanto riguarda i pet, il terrore è lo stesso, anche a causa dell’udito molto più sviluppato rispetto a quello dei loro amici umani: il terrore li può portare quindi a fuggire o persino farli morire di crepacuore. Cosa fare allora? Le Lega Antivivisezione (ma non solo) propone alcuni consigli pratici. Assicurarsi anzitutto che i pet siano facilmente identificabili (siano quindi muniti di microchip, tatuaggio, medaglietta) in modo da poterli ritrovare nel caso in cui scappassero; togliere dall’esterno le gabbie con uccelli, roditori e altri animali; abituarli gradualmente, nei giorni precedenti il Capodanno, ai rumori che saranno costretti a sentire; in caso di pet particolarmente sensibile ai rumori, anziano o cardiopatico, valutare col veterinario se sia il caso di somministrargli qualche blando sedativo; se sparano petardi mentre si passeggia con il cane, portarlo saldamente al guinzaglio e continuare normalmente la passeggiata, facendo finta di niente. Durante la notte di Capodanno, rimanere calmi per evitare di trasmettere ansia ai pet; non mostrarsi troppo protettivi verso gli animali, non coccolarli a ogni rumore e soprattutto non guardarli negli occhi: cercare, quindi, di non dare peso al rumore; non lasciare i cani da soli in giardino, né in balcone: potrebbero farsi male, anche in maniera molto grave; non lasciare i cani legati al guinzaglio o alla catena perché potrebbero strozzarsi nel tentativo di fuggire; non lasciare gli animali da soli, anche a casa; se proprio non si può evitare, farli stare in una stanza interna o, per quanto possibile, lontana dai rumori, creando un’atmosfera con luci soffuse, magari con la televisione o la radio accesa. In caso di fuga del pet, cercarlo subito in zona e denunciare lo smarrimento alla polizia municipale o al servizio veterinario della Asl.

Infine, la proposta del Wwf per accogliere in maniera allegra e indolore per tutti il nuovo anno: fare volare in cielo lanterne augurali e devolvere i soldi risparmiati per i botti in beneficenza. Davvero un ottimo modo di cominciare l’anno nuovo per gli umani e i loro amici animali.

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