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Paolo dal Cat's garage a un'intera villetta che ospita cani e gatti

«Accogliamo gli uni e gli altri in attesa di adozione In Sicilia non si sterilizza, ma si buttano i cuccioli»

Paolo dal Cat's garage a un'intera villetta che ospita cani e gatti

«Nel Cat’s garage - racconta - avevamo messo tiragraffi, giochi, gabbiette: tutto per i mici in attesa di essere adottati. Proprio come ora a casa, solo che ci siamo “ingranditi”, nel senso che hanno più camere e più spazio - anche esterno, ovviamente messo in sicurezza - a disposizione». Tanto che ai mici si sono aggiunti i cagnolini, separati gli uni dagli altri in due aree diverse della villetta, con la possibilità di tenere in quarantena animali malati e i nuovi arrivati fino a vaccinazione, analisi e sverminazione («solo dopo l’ok del veterinario sono liberi di girare, per casa perché possono stare insieme agli altri»).

Il rifugio è una villetta bifamiliare: «Accanto abita una mia amica, anche lei amante degli animali. Io non vivo lì, anche se ho una camera dove resto a dormire spesso perché capita che i cuccioli più piccoli (anche fino a 10 contemporaneamente) devono essere allattati ogni due ore; poi gli eventuali gattini o cani malati devono essere monitorati anche di notte. Spesso resto così a dormire lì per seguirli nel migliore dei modi».

Tutti trovatelli, gli animali accolti: «In passato - racconta Paolo - abbiamo avuto anche 15 cani insieme. L’ultima pazzia che ho fatto sono stati 21 cuccioli, presi a Pedara, perché nessuno si è accollato questa maxi-cucciolata di tre mamme che hanno partorito a distanza di 4 giorni una dall’altra: di 21 ne è rimasto solo uno, gli altri sono stati tutti adottati al Nord». Le segnalazioni dei cuccioli abbandonati arrivano da cittadini, amici e conoscenti. Una goccia d’amore per gli animali in un oceano infinito di poca sensibilità: ogni anno Paolo Pirrè è riuscito a fare adottare tra i 60 e i 90 gatti. «Anche noi però abbiamo dei limiti nella possibilità di accoglienza: questa è una casa, non è un rifugio, non abbiamo centinaia di box o di stanze. Quindi è tutto fatto con i nostri sacrifici».

Di cosa avreste bisogno? «Come tutti i soccorritori di animali, abbiamo bisogno di tutto: cibo, coperte, vaccini, tutto quello che può servire a un animale, anche con spedizioni (la maggior parte delle donazioni viene dal Nord). Ci possono anche fare avere un bonus da spendere dal veterinario in vaccinazioni o sterilizzazioni». È un po’ amaro, Paolo Pirrè, nei confronti della Sicilia, terra purtroppo di randagismo: «La prima cosa da fare è sterilizzare. Ma purtroppo qui in Sicilia ancora non si capisce, c’è gente che considera la sterilizzazione una tortura nei confronti del proprio animale. Peccato che poi, però, quando c’è da abbandonare gli animali non siano così scrupolosi: non ho capito quindi cosa pensano qua in Sicilia. Diciamo che è una guerra persa in partenza: nonostante facciamo tanto, continuiamo a sterilizzare tutti i cuccioli e anche i gatti adulti, sembra che siamo sempre punto a capo, se non peggio». Uno sfogo breve, perché poi subito aggiunge: «È comunque qualcosa che si fa per amore e, quindi, si fa con piacere, non pesa, finché si può fare, si fa».

Ma da dove nasce questo amore per gli animali? «È nato insieme con me, non in un momento particolare. Ho sempre amato gli animali sin da piccolo: invece di giocare a pallone sotto casa, stavo dietro le mamme gatte con i gattini. Diciamo quindi che l’amore c’è stato sempre e poi, crescendo, ho preso coscienza del lavoro da fare: sterilizzazione, volontariato, fino a che non ho realizzato quello che ho sempre voluto. Ho infatti sempre sognato di avere una casa dove potere tenere i cuccioli. I miei genitori mi aiutano nel limite delle loro possibilità: sono fieri e apprezzano quello che faccio».

Cosa fare per migliorare la sensibilità delle persone? «Io punto sempre sulla sterilizzazione, che per me è la prima cosa. E poi si dovrebbero aumentare i controlli sui microchip: controllare se i padroni a passeggio con il cane lo hanno microchippato e, in caso contrario, multarlo. Se facessero multe salate, sono convinto che tutti farebbero mettere il microchip e, se un animale è microchippato, la gente ci penserebbe due volte prima di buttarlo.

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