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La Catania-Ragusa sempre ferma Sindaci infuriati scrivono alla Lezzi

Si sono riuniti per valutare le azioni da intraprendere e intendono sapere se il ministro considera ancora l'opera una priorità

La Catania-Ragusa sempre ferma Sindaci infuriati scrivono alla Lezzi

Catania - La storia, lunga, triste, ripetitiva, frustrante storia, della nuova superstrada Catania-Ragusa, di cui si attende da almeno un decennio che venga aperto il primo cantiere per credere, finalmente, che davvero si farà, merita di stare in queste pagine. Pagine dedicate alla strage di Genova, all’incuria, al menefreghismo, alla superficialità di una politica e di un sistema imprenditoriale che non conoscono e non riconoscono altre priorità che non il consolidamento del loro potere e la garanzia di fare profitti. Dove bisognerebbe intervenire con rapidità e concretezza per dare ai cittadini sicurezza, servizi, efficienza dei collegamenti, ossigeno per l’economia, è possibile che si facciano passare anni, decenni, aspettando, magari, che su un progetto, su un’idea, su un’opera cali l’oblio. Si fa fatica ormai a non pensare che questo si stia facendo da anni sulla Catania-Ragusa, promessa da tutti i governi, sbandierata da tanti ministri, tanto sostenuta a parole, ma senza che si sia passati ancora, ovvero mai, ai fatti.

E siamo di nuovo qui a raccontare l’ultimo atto. Ieri i sindaci di Carlentini, di Chiaramonte Gulfi, di Licodia Eubea, di Vizzini, di Francofonte e di Lentini si sono riuniti a Carlentini, per «valutare le iniziative da intraprendere a sostegno dell'inizio dei lavori per la realizzazione dell'autostrada Ragusa - Catania».

«Il governo centrale - scrivono il sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio, il sindaco Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Guerrieri, il sindaco di Licodia Eubea, Giovanni Verga, il Sindaco di Vizzini, Vito Cortese, il sindaco di Francofonte, Daniele Lentini e il sindaco di Lentini, Saverio Bosco - in più occasioni ha dichiarato, tramite suoi autorevoli rappresentanti, "Prima le infrastrutture al sud", ma nei fatti sembrerebbe smentirsi».

I timori dei sindaci di queste città, interessate davvero affinché questa grande opera viaria strategica per i loro territori si realizzi in tempi brevi, sono due, spiegano: «Da un lato - dicono - temiamo che l'opera pubblica non rappresenti più una priorità del governo nazionale. Dall’altro lato pensiamo che il governo regionale, con il pervicace tentativo di voler coinvolgere nella realizzazione dell'autostrada il Cas (Consorzio Autostradale Siciliano) che negli anni non ha mai brillato per efficienza e affidabilità, voglia perseguire logiche politiche che nulla hanno a che fare con gli interessi legittimi del territorio».

Intanto il risultato è che dopo oltre dieci anni dall'inizio dell'iter approvativo, dopo che il concessionario ha soddisfatto tutte le prescrizioni impartite dal Consiglio Superiore delle Infrastrutture, dopo che il progetto ha ricevuto tutti i pareri favorevoli da parte di tutti gli organi competenti, compresi quelli espressi dal Consiglio Superiore delle Infrastrutture e della Corte dei Conti, ancora non arriva il "segnale politico" per inoltrare al Gabinetto del Ministro delle Infrastrutture il dossier completo di approvazione del progetto, affinché sia sottoposto all'approvazione definitiva da parte del Cipe.

«Infatti - dicono i sindaci - a seguito di tale approvazione, sarebbe cura e obbligo del concessionario redigere e consegnare, entro 4/5 mesi, al Mit il progetto esecutivo e dare, cosi, inizio ai lavori, che si concluderebbero entro i successivi 43 mesi».

E’ per questo inspiegabile, agli occhi dei sei primi cittadini riuniti a Carlentini, I'ulteriore ritardo che si somma al lunghissimo tempo trascorso per ottenere le varie autorizzazioni ed i pareri di legge. «Inoltre - dicono i sindaci - ci tocca prendere atto che il governo regionale, seppur sollecitato ad avere un incontro nel mese scorso, non intende interloquire con noi, rappresentanti di sei città e veri rappresentanti degli interessi legittimi del territorio».

A questo punto i sindaci, ritenendo improcrastinabile I'ammodernamento di due strade statali (SS 514 e SS 194) diventate delle vere e proprie trappole mortali a causa della loro pericolosità e che le stesse rappresentano un volano per l'economia del territorio sud orientale della Sicilia, chiedono un incontro urgente al Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, «affinché il progetto definitivo dell'autostrada Ragusa-Catania sia sottoposto all'approvazione definitiva del Cipe nella sua prossima seduta, in modo da avere tempi certi per l'inizio dei lavori di realizzazione dell'importantissima opera viaria».

E, nel frattempo, per l’1 settembre i sindaci hanno organizzato una conferenza stampa a Catania per raccontare a che punto è lo stato del progetto, delle autorizzazioni, delle verifiche. E, soprattutto, lo stato delle promesse. Che sono ormai talmente tante, talmente datate e talmente che se su quella strada non si consumassero ancora incidenti e tragedie, sarebbe il caso di pensare che qualcuno ha trasformato la storia in una commedia. O, peggio, in una farsa.

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