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Ragusa, i 100 giorni del sindaco Cassì: «Stiamo cambiando, dateci tempo»

Il primo cittadino traccia un primo bilancio della sua amministrazione e dichiara: «Eletto grazie agli avversari»

Ragusa, i 100 giorni del sindaco Cassì: «Stiamo cambiando, dateci tempo»

Ragusa - A ridosso dei tradizionali “cento giorni” il sindaco Peppe Cassì traccia un primo bilancio dell’attività svolta, anticipando: “Si tratta di un periodo troppo limitato per delineare la nostra idea di città. Forse non basterà un intero mandato”. Il primo obiettivo dichiarato? Il decoro urbano. Dopo tre mesi di “cura Cassì” il Comune si presenta con “una macchina amministrativa più snella, a seguito dell’accorpamento dei settori ridotti da 12 a 7, che mira alla razionalizzazione della dotazione organica” e con “la sistemazione degli strumenti finanziari che pone fine alla gestione provvisoria dell’ente”.

Chi lo conosce bene sostiene che l’avvocato ragusano non sia cambiato, nonostante il ruolo di primo cittadino ne abbia stravolto la routine. “Un’esperienza finora entusiasmante, che abbraccia realtà tra le più diverse, alcune anche inaspettate. Mi piace mantenere il contatto con la gente, soffro un po’ a parlare ‘politichese’. Non mi rivedo affatto nello stile, urlato e a volte ineducato, degli avversari politici. Se ho vinto le elezioni è anche merito loro”, dice Cassì.

“Questi cento giorni sono stati talmente intensi che li sento tutti”, prosegue, non celando la soddisfazione per aver esitato gli atti economici trovati “in eredità” dalla passata amministrazione, e quindi il Consuntivo 2017 ed il Previsionale 2018, scongiurando il commissarianento. “Si tratta di passaggi indispensabili per tracciare le basi della nostra impronta amministrativa - spiega -. Stiamo già lavorando alla variazione al Documento unico di programmazione che, entro i limiti di legge, ovvero il 30 novembre, presenteremo in Consiglio comunale. Quello il primo atto attraverso il quale comunicheremo alla cittadinanza come intendiamo governare”.

Le priorità? Strade, rifiuti, adeguamento degli strumenti urbanistici, attenzione al centro storico, alla mobilità urbana, all’incremento turistico. A proposito di strade, il sindaco pochi giorni fa ha parlato attraverso i social di una situazione “talmente grave che ci vorranno mesi e forse anni per fare tutto per bene”. Un messaggio schietto. “Facile promettere il cambiamento repentino, noi siamo dell’idea che, nonostante il massimo impegno, per fare le cose per bene sia necessario il giusto tempo”.

Tra le emergenze, il caos rifiuti. “Siamo dietro al problema continuamente, abbiamo formalizzato il contratto con la Esper per quanto riguarda il ruolo del Dec e questo ci dà garanzia ulteriore del buon funzionamento del sistema. Le percentuali della differenziata stanno crescendo, non ci sfugge tuttavia la problematica attraversata dalle aree periferiche. La ‘guerra’ agli incivili ci vede in prima linea, un fenomeno che vogliamo sconfiggere vagliando anche nuove soluzioni”.

Altra sfida ereditata, l’adeguamento degli strumenti urbanistici, dal Piano regolatore generale al Piano particolareggiato del centro storico, passando per il Piano di utilizzo del demanio marittimo ed il Piano urbano per la mobilità sostenibile. Anche in questo caso, pende sul Comune ibleo la scure del commissariamento ad acta. “Gli uffici sono in piena attività su ogni fronte. Per quanto riguarda il Pp, l’idea è quella di presentare con urgenza una variante”.

Molti i fronti “caldi”, a partire dal futuro dell’Università, col ruolo all’interno del Cui da definire nel braccio di ferro con la Regione; il rilancio del Corfilac, partendo dalla modifica dello statuto. Ed ancora, l’apertura del Giovanni Paolo II, con l’interlocuzione con l’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza che lascia sperare bene per l’immediato futuro; il destino del Tribunale, con l’ipotesi di trasferimento nei locali dell’ex palazzo Tumino sul tavolo di concertazione; il progetto per la metropolitana di superficie che oscilla tra la sospensione del finanziamento governativo e la disponibilità a vagliare l’opera da parte dell’assessore regionale ai Lavori pubblici, Marco Falcone.

Allargando lo sguardo, Cassì affronta le grandi questioni del territorio: l’aeroporto e la Ragusa-Catania. “Siamo dentro tutti i tavoli decisionali, pronti a fare la nostra parte affinché non si perdano queste opportunità”. Step importante, il 6 ottobre, nel settore dei rifiuti. “Si inaugura il centro di compostaggio a Cava dei modicani, fondamentale nel sistema provinciale dei rifiuti che mira a raggiungere gli obiettivi fissati dalla Regione in tempi ragionevoli”.

Ragusa è all’altezza di tutte le sfide aperte? “Ad ogni tavolo di confronto, a tutti i livelli, sono orgoglioso di rappresentare una terra lodata per la sua bellezza e per l’operosità della gente che vi abita. Questo rappresenta una spinta in più per fare il massimo”.

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