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Delitto Ragusa, nipote vittima ha messo inquirenti sulle tracce del nonno

Giuseppe Panascia, 74 anni, accusato di aver assassinato l'ex moglie Maria Zarba, è stato fermato dopo un lungo interrogatorio e dopo le dichiarazioni del giovane nipote che viveva con la nonna. E' stato lui a raccontare alla Polizia dei frequenti litigi tra i due ex coniugi 

Ragusa, fermato per delitto ex moglie: lunedì interrogatorio di garanzia

Giuseppe Panascia

RAGUSA - E’ stato fissato per lunedì, alle 11, l’interrogatorio di garanzia di Giuseppe Panascia, il marito di Maria Zarba, la donna trovata uccisa, con il cranio fracassato, all’interno della sua abitazione di Ragusa. Il marito è accusato di omicidio volontario: secondo l’accusa avrebbe ucciso l’ex moglie, dalla quale era separato da un anno circa, per contrasti sulla loro separazione. Panascia non ha ancora nominato un legale di fiducia e verosimilmente sarà seguito dall’avvocato d’ufficio Valentino Coria che lo ha assistito durante l’interrogatorio che poi ha portato al suo fermo, nonostante si fosse proclamato innocente fornendo la sua versione dei fatti circa la morte dell’ex moglie.

La donna, secondo gli inquirenti, nel corso dell’ultima lite di giovedì sera avrebbe reclamato la corresponsione dell’assegno stabilito dal giudice in sede di separazione legale. L’uomo, un tecnico di laboratorio in pensione del liceo classico 'Umberto I' di Ragusa non avrebbe accettato la separazione ed era solito tornare nella sua vecchia abitazione, in via Giambattista Odierna, per chiedere conto e ragione alla moglie che gli avrebbe chiesto invece di non mettere più piede in casa.

E’ stato il nipote 22enne di Maria Zarba ad indirizzare gli inquirenti verso il nonno. Il giovane era a conoscenza delle liti tra i due ex coniugi dopo la separazione legale avvenuta più di un anno fa. Il ragazzo viveva con la nonna nella casa di via Giambattista Odierna ed è stato lui a fare la macabra scoperta la sera di giovedì al rientro dal lavoro. E gli indizi a carico dell’ex marito sono cresciuti col passare delle ore soprattutto dopo che gli investigatori hanno potuto visionare le immagini di videosorveglianza pubbliche e private acquisite dalla Polizia che hanno permesso di ricostruire tutti gli ingressi e le conseguenti uscite di soggetti dalla casa della vittima e quindi dalla scena del crimine. L’ex marito sarebbe caduto in contraddizione rispetto agli orari di presenza nella casa dell’ex moglie. 

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