Vittoria, disposte altre indagini sul caso della neonata morta
La Procura ha dato incarico a due professionisti per accertare se la bimba soffrisse di qualche patologia neurologica
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Disposte altre indagini - come previsto nel febbraio scorso dopo la riconsegna del fascicolo alla Procura da parte del Gip - per accertare le colpe della morte della neonata di sei mesi avvenuta il 20 ottobre scorso a Vittoria. Il pubblico ministero Ottavia Piccolo ha dato incarico al medico legale catanese Giuseppe Ragazzi ed alla professoressa Eloisa Gitto di Messina, pediatra neonatologa, per accertare se la neonata soffrisse di qualche patologia neurologica che possa avere contribuito alla formazione della broncopolmonite da aspirazione. Le operazione dei due consulenti tecnici inizieranno il 10 giugno presso l'Istituto di Medicina legale di Catania e termineranno entro 90 giomi. Il supplemento di indagini è scattato alla luce della perizia eseguita dal medico legale Maria Berlich a cui è stato dato l'incarico per effettuare l'autopsia dal giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Ragusa, Vincenzo Ignaccolo.
"La perizia - affermano gli avvocati Nobile e Garofalo - a nostro parere ha fatto cadere l'accusa nei confronti dei nostri assistiti visto che la colpa ipotizzata è quella di aver messo la bambina a dormire a pancia in giù, ma la dottoressa Berlich ha detto che la neonata aveva una polmonite da aspirazione e che è stato quello a provocare l'arresto cardio respiratorio, mentre l'essere messa a pancia in giù (a parte che non è provato perché la bambina aveva sei mesi, e quindi è perfettamente possibile che si sia spostata) non favorisce di per sé lo sviluppo di quella polmonite, ma aumenta il rischio di morte improvvisa in culla, cosa che non è successa in questo caso". Nel registro degli indagati, per il reato ipotizzato di omicidio colposo, dopo la morte, sono stati iscritti i genitori di 42 anni e 25 anni, entrambi nati in Marocco, residenti a Vittoria, difesi dagli avvocati Massimo Garofalo e Gianluca Nobile. Un atto dovuto per svolgere l'autopsia eseguita nell'ambito dell'incidente probatorio chiesto dal pubblico ministero Ottavia Piccolo.