13 gennaio 2026 - Aggiornato alle 12 gennaio 2026 23:41
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Comiso, evade dalla comunità terapeutica di Bagheria e si presenta in commissariato: "Mettetemi in carcere"

E' l'autore tossicodipendente della tentata rapina in centro dello scorso 20 ottobre quando il proprietario lo chiuse dentro l'esercizio in attesa delle forze dell'ordine

06 Luglio 2024, 16:49

Arresto Comiso

E' evaso dalla comunità terapeutica di Bagheria e si è presentato in commissariato a Comiso chiedendo di essere portato in carcere a Ragusa, dove è stato ristretto in attesa del direttissimo di sabato mattina. Si tratta del comisano di 39 anni che nell'aprile scorso ha patteggiato la pena di 3 anni e 20 giorni di reclusione dopo l'arresto operato dalla polizia il 20 ottobre dell'anno scorso dopo avere tentato di rapinare una gioielleria nel paese casmeneo.

Il giudice unico del Tribunale di Ragusa, Gaetano Di Martino, ha convalidato l'arresto e lo ha rimesso in libertà per l'evasione ma l'uomo ha detto chiaramente che vuole andare in carcere e non in comunità. A chiedere la convalida è stato il pm Monica Monego. L'imputato è stato difeso dall'avvocato Santino Garufi. Toccherà al giudice di sorveglianza palermitano, vista anche l'evasione, aggravare eventualmente la misura ma nel frattempo il comisano è ai domiciliari anche se vuole tornare in cella. L'evasione, reato commesso a Bagheria, è di competenza del giudice di Termini Imerese. Il giudice di Ragusa dopo la convalida ha inviato gli atti al collega. Tre mesi fa la pena è stata applicata dal giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Ragusa, Vincenzo Ignaccolo, dopo l'accordo tra il difensore ed il pubblico ministero Marco Rota. 

Nel corso dell'interrogatorio davanti al gip Eleonora Schininà il comisano aveva ammesso le sue colpe giustificando il suo comportamento, dicendo al giudice di essere stato spinto dalla disperazione dal momento che era senza lavoro da un anno e mezzo e che aveva ripreso a consumare cocaina dalla quale, nel 2017, si era disintossicato. Il difensore aveva chiesto la misura degli arresti domiciliari in una comunità terapeutica. Il giudice dopo la convalida dell'arresto in flagranza aveva disposto la custodia cautelare in carcere, successivamente, però, era stato trasferito a Bagheria.   

Per tornare alla rapina, il comisano era entrato all'interno di una gioielleria di Comiso, in corso Vittorio Emanuele, ha puntato una pistola alla testa del commerciante intimandogli la consegna di denaro e gioielli. Al rifiuto dell'uomo, ne è nata una colluttazione nel corso della quale il titolare è riuscito a scappare e con grande freddezza ha prontamente chiuso le porte della gioielleria allertando la polizia. Gli agenti del commissariato di Comiso erano intervenuti immediatamente arrestandolo in flagranza di reato, era rimasto chiuso all'interno del locale. La pistola giocattolo era priva del tappo rosso. A seguito della colluttazione, il gioielliere aveva riportato lesioni giudicate guaribili in 5 giorni.