Strage di Vittoria, proclamato il lutto cittadino per l'ultimo saluto a Sameh e alla madre Mariam
Alle 10 una cerimonia al cimitero comunale. Domani le salme in Tunisia
Questa mattina alle 10 ci sarà l’ultimo saluto per Sameh Zaouali e la madre Mariam Sassi presso il cimitero di Vittoria. Il Comune di Vittoria ha proclamato, per l'occasione, il lutto cittadino. Zouhaier Amor, responsabile della comunità islamica di Comiso ‘Ar-Rahman’, ha reso noto che “l’agenzia funebre incaricata dal Consolato tunisino ha spiegato che le salme saranno trasferite questa mattina da Vittoria a Palermo. Nel pomeriggio di oggi è previsto il viaggio da Palermo a Roma. Domani mattina, invece, da Roma in Tunisia”.
Sono state settimane concitate per l’organizzazione del rimpatrio delle salme. La famiglia Sassi attende i familiari a Gafsa, la città d’origine della famiglia Zaouali. Né al saluto al cimitero né alle esequie in Tunisia potranno partecipare Kamel e Oumaima Zaouali ancora ricoverati nei reparti grandi ustionati di Palermo e Catania in prognosi riservata. Si sono ripresi, stanno un po’ meglio, sono vigili. Hanno saputo che Mariam e Sameh non ce l’hanno fatta. E’ passato quasi un mese dal 13 giugno in cui Wajidi Zaouali ha appiccato il fuoco alla casa di famiglia e ai suoi familiari. Non passa giorno in cui le loro voci, le loro urla, non risuonino nelle menti di chi ha visto tutto, di chi ha prestato soccorso. Dei vicini che con le coperte bagnate hanno cercato di spegnere le torce umane che erano divenuti i corpi di Mariam, Sameh, Oumaima e Kamel. Non passa giorno in cui l’immagine delle ciocche di capelli sparse per la piazzola antistante la casa della famiglia Zaouali non tornino alla mente. Impressionante e sconcertante evento funesto e drammatico. Forse prevedibile, forse no. Di certo Wajidi, con problemi psichici e di tossicodipendenza, e un Tso alle spalle, seguito dal Sert, al cui indirizzo era il ‘suggerimento’ per entrare in comunità, era rimasto lì, dopo le denunce dei suoi familiari, di suo padre che lo aveva denunciato per estorsione, in libertà vigilata. Non aveva lesinato, giorni prima, violenze alla sorella Sameh che, poi, non aveva sporto denuncia. Non aveva lesinato di lanciare oggetti sulla sua auto, come racconta una vicina di casa.