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Coronavirus: l'incubo di Mikaela, cantante di Acate bloccata in crociera per colpa della febbre

Ragusa

Coronavirus: l'incubo di Mikaela, cantante di Acate bloccata in crociera per colpa della febbre

Di Valentina Maci

ACATE - Acate attende con ansia il rientro a casa di Mikaela Angirillo. La madre, Gabriella Pavone, sta provando in tutti i modi a farla rientrare. Mikaela, 22 anni, un bimbo che l’aspetta a casa, e un grande sogno nel cassetto: cantare. Proprio come cantante già da anni ha deciso di imbarcarsi sulla Costa Crociere. Il suo, almeno per ora, ultimo imbarco come cantante la annovera appunto nell’equipaggio della Costa Serena. Da quando però a bordo della “Costa Serena” è scattato l’allarme coronavirus e la conseguente quarantena dell’equipaggio, è iniziato quello che la mamma di Mikaela definisce un vero e proprio “incubo”: 32 giorni, racconta la madre, interminabili. E ancora non è finita.

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«Mentre facevano il trasbordo dalla “Serena” su un’altra nave, a Mikaela hanno trovato la febbre. Facile immaginare quanto ci siamo allarmati. Era già stata in quarantena sulla “Serena”, per più di un mese proprio perché sulla nave erano stati riscontrati dei casi, lei però stava bene. E adesso la febbre. L’hanno portata subito in Giappone. L’hanno visitata e le hanno fatto tutti i controlli. Per fortuna al test coronavirus è risultata negativa e adesso anche la febbre è scesa. L’hanno portata in un albergo nell’attesa della partenza oggi per il rientro a casa. Sono ore che sembrano interminabili così come il tempo che mia figlia ha trascorso sulla nave con tutti i disagi e le tensioni che si possono immaginare. Sono orgogliosa di lei, ha coraggio da vendere ma adesso sento che la tensione è davvero troppa, è stanca, è sola. Vorrei abbracciarla, dirle che va tutto bene. Tra l’altro non è facile neanche contattarla. Non vedo l’ora che sia domani per rivederla».

La madre di Mikaela le ha scritto dei post su Fb. In uno, in particolare, scrive: «Quel lontano Giappone. La vita a volte ci porta via tempo, quel tempo che non avrei mai voluto perdere, la distanza, la mancanza di un abbraccio, toccarti la fronte e sentire che non hai la febbre. Queste ore mi sembrano interminabili ti aspetto cuore di mamma, prego Dio di farti arrivare in Sicilia toccare terra e sarà tutta una parentesi di vita che ci ha segnato». La madre di Mikaela ha contattato la Farnesina e sta cercando di contattare l’ambasciata in Giappone.

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