Notizie locali
Pubblicità

Ragusa

Sfruttamento donne, governo romeno chiede di collaborare

Di Carmela Marino

RAGUSA - Andrea Pastirnac, ministro per le Relazioni con i romeni all’estero - da ieri in Sicilia dopo il reportage dell’Observer sullo sfruttamento lavorativo e sessuale di donne romene nei campi del Ragusano e del Catanese - ha proposto al prefetto di Ragusa, Maria Carmela Librizzi, di inviare in Sicilia addetti dei ministeri dell’Interno e del Lavoro per collaborare con le autorità italiane e affrontare congiuntamente il fenomeno.
«Gli addetti dei nostri ministeri - ha detto il ministro Pastirnac - potrebbero venire in Italia, per un periodo limitato. Stasera sarò a Roma e venerdì potrò incontrare i rappresentanti del governo centrale per trovare una soluzione». 

Pubblicità

«I dati di cui siamo in possesso - ha spiegato il prefetto Librizzi - evidenziano, in maniera molto marginale, il problema dello sfruttamento sessuale. Ci sono poche denunce, ma è senz'altro presente. Lo Stato c'è, sia con le forze dell’ordine, sia con le associazioni di volontariato che operano in quelle zone e garantiamo il massimo impegno per debellare questo fenomeno».
Durante l’incontro, a cui hanno preso parte anche sindacati, Caritas e associazioni di volontariato, il ministro Pastirnac ha anche proposto di organizzare degli infopoint per i lavoratori stranieri. Il direttore della Caritas, Domenico Leggio, ha dato la disponibilità dei locali del presidio di Marina di Acate, ad oggi unico riferimento per i migranti che lavorano nelle serre agricole, nel vasto territorio del Ragusano. Si pensa anche a un pulmino sanitario per i lavoratori stranieri che risiedono, spesso isolati, nelle campagne. L’iniziativa potrà essere inserita nell’ambito del progetto «Cura, legalità e uscita dal ghetto», organizzato dai ministeri dell’Interno, delle Politiche agricole e del Lavoro, con il Protocollo nazionale del 27 maggio 2016.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Di più su questi argomenti: