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Ragusa

Trasferimento dei reparti, sanità in tilt a Ragusa: cronaca di un caos annunciato

Di Franca Antoci
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In effetti le attrezzature della Rianimazione sono già state trasferite in contrada Cisternazzi, i malati però sono rimasti all’ospedale Civile. E per quanto riguarda l’Ortopedia dopo un’estenuante ricerca, la gentilissima e paziente centralinista (che comunque non sa se il reparto è ancora al Civile o è già stato trasferito) rintraccia qualcuno che risponde al telefono: «Ci stiamo trasferendo e non so dirle chi è il medico di turno».

Intanto alle 18,40 di ieri, il reparto era ancora al Civile. Da dove invece ieri mattina è partito il Laboratorio analisi (che vedete nella foto impacchettato) pronto a raggiungere contrada Cisternazzi dove si aggirano muratori, elettricisti e giardinieri piuttosto che camici bianchi e infermieri. E dove non riesce a entrare nemmeno un fattorino per consegnare un pacco senza essere prima bloccato all’ingresso e poi accompagnato e scortato all’interno. Quindi confermando che al momento l’unica cosa certamente funzionante al Nor, è la sorveglianza. Il resto rimane sul filo del rasoio tra Civile, dal quale sembra necessario fuggire a prescindere anche facendo una sosta all’Ompa dove nel frattempo è stato chiuso l’ufficio Ticket.

E le attività ambulatoriali dove sono? Tutte al Nor, anche se per presunta mancanza di spazio o variazione di legge, gli ambulatori sono senza gli obbligatori lavandini a pedale. Che traslocare un ospedale, anzi due, non fosse cosa facile era certamente prevedibile. Che qualcosa andasse fuori termine, pure. Ma che nulla risultasse al suo posto senza una spiegazione, è troppo persino per una comunità tollerante e pacifica come i ragusani.

Così il sindaco Federico Piccitto telefona al manager per un incontro urgente. Ieri mattina. Ma Aricò è piuttosto impegnato e non può prima di venerdì 23. Il sindaco accetta e ricordando al manager di essere l’autorità sanitaria locale, in una nota inviata all’Asp 7, precisa che «sulla base delle perplessità già espresse, sta verificando la possibilità di esercitare, secondo quanto previsto dalle normative, i propri poteri di intervento al fine di scongiurare la possibilità che i provvedimenti adottati dall'Azienda sanitaria provinciale di Ragusa non comportino pericoli concreti per l'igiene e/o la salute pubblica e tutelare, in caso contrario, la collettività».

Piccitto torna inoltre sul trasferimento del reparto di Malattie infettive che «non figura nel cronoprogramma diffuso a mezzo stampa e non ricevuto in alcuna forma ufficiale dallo scrivente, nonostante sia stato richiesto, in data 16 giugno 2017 un incontro per la data del 20 utile per conoscere i contenuti del confronto interno tra i tecnici dell'Asp che, secondo quanto affermato dalla S.V. ai media avrebbe individuato soluzioni utili al mantenimento integrale dell'Uoc Malattie Infettive a Ragusa».

Il sindaco stigmatizza «la totale irritualità del coinvolgimento del Comune, autore di ben due diffide su questo tema, a seguito di altrettanti provvedimenti emanati da questa Direzione generale e l'assenza di alcun tipo di riscontro (che sarebbe potuto avvenire, almeno preliminarmente. anche attraverso una nota scritta), su questo e altri temi riguardanti le problematiche sanitarie del territorio» e sottolinea come alla «costante collaborazione fornita da questo Comune, su tutte le tematiche per le quali la S.V. ha ritenuto di coinvolgerlo specie in vista della piena operatività del nuovo presidio ospedaliero, non sia seguita una pari volontà di collaborazione e dialogo da parte della S.V., sui punti già richiamati nella nota del 16 giugno scorso».

Nota che il sindaco Piccitto ripropone invariata considerato «che, alla data odierna, l'Azienda sanitaria provinciale di Ragusa ha ritenuto di non informare lo scrivente circa le modalità operative di trasferimento al nuovo presidio ospedaliero».

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