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Pagine e web come una piazza della Sicilia che verrà

Di Antonello Piraneo

Investire su noi stessi, sulle nostre idee e ambizioni, sui nostri progetti e sogni. Mentre le paure crescono proporzionalmente alla salita dei contagi, s’apre la lunga stagione del post-pandemia, perché ci sarà un dopo. Questa stagione di spaesamento la si supera con il rispetto delle regole che ci vengono e verranno date, con il vaccino e gli anticorpi della costruzione di un mondo diverso, più consapevole, accorto su scelte, tagli e investimenti, senza timidezza nel mettersi alle spalle modelli di sviluppo che non hanno retto allo sconquasso della crisi pandemica. 

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L’ambiente, per esempio, non come orpello programmatico o scontata appendice a qualsiasi lista della spesa, ma come snodo attorno cui costruire idee di città. Solo un esempio.

La Sicilia in questa fase di ri-fondazione non può restare sullo sfondo. Può reclamare una centralità che è plasticamente geografica nello scacchiere euromediterraneo, ma può essere anche culturale sociale se solo saprà coniugare tradizione e apertura mentale verso altri orizzonti, anche i meno scontati.

Per fare questo non ci si può più affidare alle cambiali in bianco che qualcuno poi porta all’incasso della marginalità e del disagio sociale. Piuttosto, occorre recuperare la forza del confronto, arricchente, coinvolgente, trasversale. Noi ci crediamo e per questo abbiamo raccolto l’idea di ÈcoSì, costituenda associazione pensata da Maurizio Caserta, Massimo Fundarò, Bianca Guzzetta e Giovanni Ruvolo, qui spogliati dei loro ruoli e invece nella veste di liberi pensatori affamati di visioni di futuro, senza con questo essere sognatori donchisciotteschi. Ne abbiamo già parlato, ne parleremo ancora a lungo.

Una scommessa, anche per noi che su questo punto proviamo a declinare una maniera diversa di fare informazione, offrendo i nostri spazi, le nostre piattaforme - pagine, sito web e profili social - a chi vorrà dire la propria, dare un contributo alla edificazione della “casa” che verrà. Un ping pong tra il giornale cartaceo su cui esprimersi e il web dove poter interagire, intanto con i portatori sani di entusiasmo di ÈcoSì.

In una seconda fase, seminato il germe della proposta, ci incontreremo, per come si potrà fare, nelle piazze e nelle sedi istituzionali, per discutere di queste stesse proposte, e lanceremo un sondaggio sui desiderata da indicare a chi, in concreto, deciderà.

Un’unica ambizione: averci provato, tutti insieme.

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