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Salute

Influenza in corsa anche in Sicilia: nell'ultima settimana il doppio dei casi

Di Redazione

Studi dei medici di famiglia presi d'assalto: si stima che fra il 2 e il 5 gennaio siano stati sette milioni gli italiani visitati negli ambulatori causa influenza, un dato più alto del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In giro è uno starnutire continuo, non c'è luogo, al chiuso o all'aperto, in cui in questo periodo non si senta qualcuno starnutire, soffiare con fazzoletti di carta alla mano, e magari correre alla prova termometro per verificare se è anche "salita"qualche linea di febbre.  

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Secondo i dati della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), dal 2 al 4 gennaio negli ambulatori dei 45mila medici di base, sono state visitate 51 persone al giorno, contro una media di 30-35. «Gli studi sono sovraffollati soprattutto da anziani e cronici con l’influenza» dice il segretario Silvestro Scotti. E anche in Sicilia non si sta meglio, con un numero di casi raddoppiato nell'ultima settimana. Un quadro pressochè identico in tutte le regioni, da quelle con temperature più fredde a quelle con un meteo più clemente, anche se in realtà l'isola a tre punte non figura, secondo i dati della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), nell'elenco delle regioni in cui il virus ha avuto un'incidenza maggiore. Le più colpite, dove è stata superata la soglia dei 13,50 casi ogni mille assistiti (considerata intensità molto alta), sono Basilicata (34,89), Trento (22,02), Calabria (21,57), Marche (16,87), Liguria (14,97) e Piemonte (14,48). 

Per il presidente della Società italiana di medicina generale (Simg), Claudio Cricelli, nonostante la copertura vaccinale non sia stata a tappeto, «il virus è sotto controllo, il sistema regge e quest’anno in tutto il territorio si è avuto un incremento della domanda e dell’offerta del vaccino». Nell’ultima settimana di rilevazione, ricorda la Simg, sono stati 673mila gli italiani a letto colpiti dal virus, con un netto incremento del numero di diagnosi rispetto ai 7 giorni precedenti (438.800) in tutte le fasce di età.  Dall’inizio della sorveglianza (a metà ottobre), rileva Cricelli, «abbiamo registrato nel nostro Paese 2.168.500 casi di influenza. Sta continuando l’ascesa della curva epidemica e il livello di incidenza è superiore a quello osservato nella precedente stagione influenzale. La situazione è sotto controllo e il sistema assistenziale riesce ad assorbire i carichi di lavoro». 

Insieme all’influenza «circolano regolarmente gli altri virus respiratori, pari ad altri 315 mila casi nell’ultima settimana - sottolinea inoltre Aurelio Sessa, responsabile Simg del settore -. Il carico assistenziale non è solo per i pronto soccorso, ma anche per i nostri ambulatori e per le tante visite domiciliari, che impegnano i medici di medicina generale, i pediatri di famiglia e i servizi di continuità assistenziale». Vi è inoltre, conclude l’esperto, «un’importante co-circolazione tra virus A e virus B, pari al 50% di ciascuno». 

E così come confermano infettivologi e il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, il picco dell’influenza stagionale è atteso per metà gennaio. "Anche quest'anno - sostiene Cossolo - stiamo assistendo a un aumento di vendite di farmaci di automedicazione per il trattamento dei sintomi dell'influenza: paracetamolo, ibuprofene, acido acetilsalicilico, decongestionanti nasali e così via. E' una crescita che osserviamo tutti gli anni e che per il 2018 risulta in linea con il passato, anche perché si tratta di un'influenza di media intensità". 

"C'è stato un importante aumento tra Natale e Capodanno - ricorda ancora il presidente di Federfarma - ma il picco si attende a fine gennaio. I consigli in più che si possono dare, oltre a quelli "classici" di bere molto e alimentarsi con equilibrio privilegiando agrumi e verdura a foglia verde, è di evitare gli sbalzi di temperatura, non abusare delle proprie energie e dunque cercare di mantenersi riposati, uscire di casa assicurandosi di avere sempre i capelli rigorosamente asciutti e solo dopo aver coperto la testa con un cappello".

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