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Vaccino contro tubercolosi battezzato da "Etna Biotech"

Lo Strituvad sarà portato a termine nei laboratori catanesi coordinatori del progetto scientifico assieme al Dipartimento di Scienze del farmaco dell'Università

Vaccino contro tubercolosi battezzato da "Etna Biotech"

Catania - Un progetto storico e all’avanguardia per lo sviluppo di un vaccino terapeutico contro la tubercolosi. Lo Strituvad (in silico trial for tubercolosis vaccine development) è stato battezzato nei laboratori di Etna Biotech, coordinatore del progetto assieme al dipartimento di Scienze del farmaco dell’Università di Catania. «E’ un sogno che si avvera - commenta Reinhard Glueck, presidente dell’azienda di biotecnologia finanziata al 100% da investitori privati - vent’anni fa gli scettici erano tanti. Ma io ho creduto fortemente in questa terra. E così ho dimostrato che qui nascono e si sviluppano alcune delle migliori menti del mondo. Ho dimostrato che i giovani hanno molto da dare, soprattutto nel competitivo segmento del farmaco. Ho dimostrato che a Catania vale senz’altro la pena di investire. Perché il successo è assicurato».

«La mia intuizione - prosegue Glueck, presidente anche dell'associazione svizzera delle biotecnologie - nasce dal desiderio di dare ai giovani laureati siciliani un lavoro decoroso». Intuizione sì ma anche un interesse, come dire, “ privato”. Il biologo molecolare nonché ricercatore di fama internazionale, originario di Berna, ha infatti sposato una spumeggiante brunetta di Caltagirone da cui ha avuto tre figli. «E’ vero - dice - sono ancora piccoli, ma la loro vita è qui, in questa fertile terra all’ ombra del vulcano.E il mio compito di padre è assicurare loro un futuro dignitoso. Insisto: non solo a loro ma a tutti i giovani laureati siciliani».

Oggi Etna Biotech rappresenta in Sicilia il fiore all’occhiello per la ricerca nel campo delle biotecnologie.

Nel progetto Strituvad, approvato dalla commissione europea nell’ambito del programma Horizon 2020 (research and innovation act), compito di Etna Biotech è realizzare un modello computazionale in grado di verificare, testare e predire in silico il clinical trial di fase II. Per chiarire: siamo nel campo della digitalizzazione applicata alla medicina volta a sviluppare nuovi candidati vaccini terapeutici che in combinazione con le terapie standard riducano il tempo del trattamento, limitino lo sviluppo di multiresistenze e proteggano i pazienti dal rischio di ricadute future.

Il progetto, affidato per l’appunto a Etna Biotech e al dipartimento del Farmaco dell’Ateneo in collaborazione con partner internazionali, adotta innovative strategie di modellistica computazionale per integrare e potenziare i dati degli studi clinici standard utilizzati per testare i trattamenti terapeutici nei pazienti affetti da tubercolosi. Il sistema consente di progettare gli studi in modo da ridurre notevolmente il numero di pazienti arruolati, di definire con precisione le dosi farmacologiche e i tempi di somministrazione per massimizzare le chance di successo.

«La piattaforma di simulazione - precisa Glueck- ha pertanto il notevole vantaggio di abbassare i costi relativi agli studi clinici e di abbreviare i tempi per la commercializzazione».

Coinvolti nel progetto (che avrà la durata di 4 anni e mezzo)anche l’università di Sheffield (Regno Unito), l’Archivel Farma (Spagna), lo Stichting Tuberculosis Vaccine Initiative (Olanda), l’Infectious Disease Research Institute (Usa) e il The All-India Institute of Medical Sciences (India). Il trial clinico multicentrico sarà effettuato in india sotto la supervisione di Zydus Cadila e i vaccini saranno forniti dai partner spagnolo e americano.

«Dopo che il vaccino si è dimostrato efficace sugli animali- aggiunge Epifanio Fichera ‎project manager di Etna Biotech e coordinatore del progetto Strituvad - i ricercatori intendono verificare anche nell’uomo la sua capacità di indurre una migliore risposta del sistema immunitario e quindi una maggiore protezione dalla malattia. Se gli esiti dei trial clinici saranno positivi, il vaccino biotech potrà rappresentare una valida alternativa al Bcg, il prodotto sviluppato 80 anni fa e attualmente in uso in tutto il mondo, ma efficacesolo in pochi, limitati casi».

Finora dunque non è stato possibile sviluppare un vaccino in grado di prevenire o curare efficacemente la tubercolosi e diventa sempre più difficile trattarla con gli antibiotici convenzionali. «Inoltre - aggiunge Glueck - i movimenti di popolazione, oggi molto più frequenti e rapidi di un tempo, possono mutare rapidamente la diffusione della malattia infettiva attraverso l’importazione di casi da territori in cui essa è endemica».

La tubercolosi - lo ricordiamo - è una malattia infettiva causata da un batterio che trasmettendosi per via aerea attacca i polmoni o altre parti del corpo. La maggior parte delle infezioni che colpiscono gli esseri umani risultano essere asintomatiche. Circa una su 10 infezioni latenti alla fine progredisce in malattia attiva che, se non trattata, uccide più del 50% delle persone infette.

Il trattamento richiede l’assunzione di antibiotici multipli per lungo periodo di tempo, con il rischio di sviluppare ceppi multiresistenti. Nel 2014 l’Oms ha adottato un piano strategico che mira a eliminare entro il 2035 la tubercolosi epidemica, che è una delle malattie a più alto tasso di mortalità nel mondo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, come Asia e Africa in cui la malattia è endemica, riducendone i casi del 90%. Per raggiungere questo obiettivo è necessario sviluppare nuovi e più efficaci vaccini, oltre che nuovi strumenti diagnostici e terapeutici.

«Ecco - chiosa Glueck - l’importanza dello Strituvad e l’apporto fondamentale di Etna Biotech. E allora, che parlino pure gli altri, ma io lo dico ad alta voce: qui in Sicilia - con la giusta guida - non solo si lavora come e forse anche più che in altri posti in Europa, ma addirittura si vince contro l’agguerrita concorrenza del nord».

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