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Ricerca: il movimento fa bene alla salute dei neuroni, studio italiano

Senza si alterano proprietà neurogeniche sistema nervoso centrale

Ricerca: il movimento fa bene alla salute dei neuroni, studio italiano

Milano, 24 mag. (AdnKronos Salute) - Dal cervello ai muscoli e viceversa. Sui benefici del movimento per il corpo e per la mente stuoli di ricercatori hanno scritto capitoli e capitoli di letteratura scientifica. Ma questo legame è ancora più profondo di quanto si pensi. Lo suggerisce uno studio coordinato dall'università degli Studi di Milano, che esplora il contributo che il movimento può dare alla salute dei neuroni. E mostra come la salute neurologica possa dipendere tanto dai segnali che i muscoli inviano al cervello quanto dalle informazioni che dal cervello vanno ai muscoli.

Nel lavoro, pubblicato sulla rivista 'Frontiers in Human Neuroscience', un gruppo di ricercatori guidato da Daniele Bottai del Dipartimento di scienze della Statale, in collaborazione con l'università degli Studi di Pavia, si è chiesto se il risultato clinico di alcune malattie neurologiche è dovuto alla patologia in sé - per esempio alle lesioni del midollo spinale nel caso del danno midollare, o alla mutazione genica nel caso della atrofia muscolare spinale - o è la conseguenza della ridotta capacità di movimento indotta dalla malattia, che peggiora ulteriormente l'impatto della malattia primaria.

E quello che hanno osservato supporta l'idea che "le persone che non sono in grado di fare movimenti antigravitari, come i pazienti con importanti limitazioni di movimento causate da patologie neurologiche e non, o come gli astronauti in viaggio prolungato in condizioni di microgravità, non solo perdono massa muscolare, ma subiscono una alterazione del metabolismo in alcune aree del sistema nervoso centrale".

Dallo studio, supportato dalle Fondazioni Vertical e Asamsi Onlus, emerge come la mancanza di movimento possa alterare le proprietà neurogeniche del sistema nervoso centrale.

Gli autori hanno lavorato su modelli animali di severa limitazione di movimento e hanno verificato che le cellule staminali estratte da aree neurogeniche (cioè deputate alla produzione di nuovi neuroni) mostrano un'alterazione delle loro caratteristiche di staminali, proliferando e differenziando in maniera meno efficiente. Nelle cellule ottenute da animali con diminuita attività motoria rispetto ai relativi controlli, si è riscontrato inoltre un metabolismo significativamente alterato e una ridotta espressione di geni importanti per il funzionamento dei mitocondri.

Questi risultati - concludono gli esperti - forniscono una nuova indicazione sul perché pazienti con lesione del midollo spinale, atrofia muscolare spinale, atrofia laterale amiotrofica, sclerosi multipla e altre malattie neurologiche spesso peggiorano rapidamente proprio in corrispondenza del momento nel quale il loro movimento subisce una drastica limitazione.

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