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Ecco la rete ospedaliera del governo Musumeci: torna il presidio di Giarre

Nella bozza presentata ai sindacati dall'assessore Razza è previsto un lievo aumento dei posti letto e una sensibile diminuzione dei primari

Ecco la rete ospedaliera del governo Musumeci: torna il presidio di Giarre

PALERMO – Meno primari e più posti letto. E' l'estrema sintesi del nuovo piano sanitario del governo Musumeci e più precisamente dell'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza che pur non avendo ancora ufficializzato il documento ieri ne ha presentato una bozza ai sindacati. E la bozza è diventata presto di pubblico dominio. Con le prime proteste delle parti sociali. In realtà, come detto, si tratta solo di una bozza che deve ancora passare al vaglio delle commissioni Ars, del voto dell'Aula e persino del ministero della Salute, oltre che delle trattative con i sindacati. Fra le principali novità, come aveva promesso lo stesso Musumeci, la reintroduzione del presidio ospedaliero di Giarre, che avrà un suo pronto soccorso, cancellato dalla precedente rete ospedaliera e accorpato con  Acireale.

La nuova rete ospedaliera prende comunque spunto dall'ultimo documento redatto dall'ex assessore Baldo Gucciardi e tiene conto delle direttive fissate dal decreto 70 del 2015 del ministero della Salute. Se la bozza dovesse essere confermata, la nuova rete dovrebbe consentire l'istituzione di 170 nuovi posti letto ospedalieri, mentre dovrebbero diminuire le Unità complesse, cioè le strutture guidate da primari: si va dalle 1.024 previste dal governo Crocetta alle 873 elencate nel documento di Razza.

I POSTI LETTO REPARTO PER REPARTO

La nuova rete conferma il modello che suddivide gerarchicamente gli ospedali: ci sono i Dea di secondo livello (strutture altamente specializzate e integrate), i Dea di primo livello (grandi ospedali che dispongono di aree di pronto soccorso di primo livello con funzioni di rianimazione e degenza), presidi di base (strutture che che hanno almeno quattro unità operative come i pronto soccorso, la chirurgia generale, la medicina generale e l'ortopedia) e gli ospedali in zone disagiate (dispongono delle strutture di base per affrontare le emergenze).

Nel Palermitano la bozza conferma la “separazione” tra gli ospedali palermitani Villa Sofia e Cervello che saranno tutti e due Dea di I livello, conferma l’Arnas Civico e il Policlinico come strutture complesse di interesse nazionale mentre il “Giglio” di Cefalù è declassato a Dea di primo di livello, così come l'Ingrassia. Restano come “presidi di base” gli ospedali di Partinico e Termini Imerese, mentre quelli di Corleone e Petralia Sottana restano presidi in zone disagiate. A Trapani l'ospedale di Marsala diventa “Dea di primo livello” cos' come gli “Ospedali riuniti” di Trapani e Salemi. Confermati gli ospedali di base di Mazara del Vallo, Castelvetrano e Alcamo. Presidio in zona disagiata resta quello di Pantelleria.

Nella Sicilia orientale, come detto, una della novità riguarda l'ospedale di Giarre che diventa autonomo rispetto ad Acireale, torna ad essere presidio e riconquista il pronto soccorso. Per il resto, confermato l'assetto del precedente piano: il “Cannizzaro”, il “Garibaldi” e il Policlinico saranno i tre Dea di secondo livello, mentre quelli di primo livello saranno il “Gravina” di Caltagirone e l'ospedale di Acireale. Presidi di base, oltre a quello di Giarre saranno quelli di Biancavilla e Paternò che quindi eviteranno la chiusura, mentre la struttura di Militello Val di Catania diventa struttura in zona disagiata.

Poche novità nell'area Ragusa-Siracusa, se si esclude la “promozione” l'ospedale di Modica-Scicli a Dea di primo livello.

GUARDA LA BOZZA DELLA NUOVA RETE OSPEDALIERA


Adesso l’assessore regionale Razza dovrebbe incontrare a breve i sindacati per illustrare il dettaglio del nuovo documento. Poi la bozza dovrà passare in commissione Salute all’Ars, infine il decreto e il voto dell'aula. Ma la strada ancora è tutta in salita, visto il rischio che il documento possa arenarsi tra le tensioni politiche siciliane e le perplessità dei sindacati, alcuni dei quali hanno girà criticato l'operato dell'assessore Razza.

«Ha incontrato i sindacati per spiegare la nuova rete ospedaliera. Un’esposizione orale senza straccio uno straccio di documento. Ci è sembrato quasi di rivivere l’amara esperienza già vissuta col precedente assessore Baldo Gucciardi, almeno Razza ha avuto la decenza di non convocarci con un decreto già adottato e deliberato dalla giunta regionale» ha scritto per esempio in una nota il segretario regionale Cimo Sicilia Giuseppe Riccardo Spampinato.

«L'assessore ha riconvocato i sindacati per martedì prossimo alle 15 per sentire eventuali osservazioni di parte sindacale, ma se non ci verranno forniti in tempo utile numeri e tabelle contenute nel documento di programmazione della rete ospedaliera, avremo ben poco da osservare e proporre. Siamo stati costretti da diligenti scolari ad ascoltare la lezione del professore. Adesso però vogliamo i testi su cui studiare».

«Non possiamo certo presentarci a sostenere l’esame finale ripassando solo sugli appunti - aggiunge il segretario del Cimo - non si comprende se i motivi di questo immotivato ritardo nella trasmissione dei dati siano da attribuire ad ingiustificabili responsabilità di ordine tecnico degli uffici o se ci sia la volontà di limitare il tempo concesso ai sindacati. per la valutazione del quadro complessivo».

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commenti 3
  • Urologo

    21 Giugno 2018 - 20:08

    Bene bene si sta preparando il nuovo gioco di appalti ammaestrati con le conseguenti ruberie che già abbiamo assistito nel passato. Si fanno nuovi ospedali solo per consentire un flusso ingente di denaro pubblico nelle tasche dei soliti corrotti, infatti oltre il 30 per cento delle ASL è sotto inchiesta per corruzione e concussione. Il nostro è il miglior sistema sanitario del mondo solo per quelli che si mettono in tasca il denaro pubblico a palate, senza controlli passando nella filiera della corruzione di politici, istituzioni e privati. Gli utenti, i cittadini e i pazienti? Sono solo incidenti di percorso che non interessano nessuno. Viva viva il sistema sanitario siciliano un bel limone da spremere alla faccia dei siciliani, tanto i politici e i professoroni universitari che dirigono i nostri ospedali vanno al San Raffaele, all'IEO o all'Humanitas quando vogliono curarsi.

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  • Urologo

    21 Giugno 2018 - 20:08

    Sentiamo come al sempre le solite chiacchere e noi con le nostre tasse manteniamo le solite ruberie. Adesso si son messi in testa di togliere i primari tanto per creare più confusione voglio capire chi curerà i malati.

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