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Alimenti: nel 2017 controlli su 350 mila stabilimenti e attività produttive

Pubblicata relazione ministero, ecco le principali criticità

Alimenti: nel 2017 controlli su 350 mila stabilimenti e attività produttive

Roma, 6 ago. (AdnKronos Salute) - L'uso di principi attivi non autorizzati, come il Fipronil, acaricida utilizzato illegalmente; pericoli emergenti come i Pfas; il mancato rispetto del buono stato di conservazione degli alimenti, in particolare dei prodotti ittici; la presenza di allergeni non dichiarati negli alimenti. Sono alcune delle principali criticità riscontrate lo scorso anno, secondo la relazione annuale 2017 del ministero della Salute al Piano nazionale integrato (Pni) 2015-2018, relativa ai controlli ufficiali svolti nella filiera alimentare.

Nel 2017 le Regioni hanno rendicontato come attività delle Asl il controllo ispettivo di 348.616 stabilimenti e attività produttive. Di questi, 176.217 lavorano prodotti di origine animale (macelli, caseifici, impianti di trasformazione), sui quali sono state effettuate 490.904 ispezioni con 39.598 relazioni di non conformità; 172.399 sono state le attività seguite su stabilimenti di prodotti di origine vegetali, ristoranti, mezzi di trasporto, dove sono state effettuate 352.621 ispezioni con 34.280 infrazioni. Il controllo ufficiale attraverso l’attività analitica di alimenti, bevande e materiali a contatto con alimenti, ha riguardato il prelievo di 47.804 campioni su cui sono state effettuate 118.550 analisi e rilevate 1.044 irregolarità.

Lo scorso anno il Nas ha eseguito 50.201 controlli, di cui 30.311 nei settori d’interesse del Piano nazionale integrato. Sono emersi 11.470 casi di non conformità con 9.465 segnalazioni di operatori del settore all'autorità amministrativa, 1.333 all'autorità giudiziaria, nonché l’arresto di 16 persone.

Tra le criticità maggiori riscontrate nel 2017: l’uso di principi attivi ad azione farmacologica non autorizzati (per esempio, il Fipronil, acaricida utilizzato illegalmente) e il non corretto utilizzo di farmaci veterinari. La recente introduzione nelle norme della digitalizzazione dell’intero sistema di tracciabilità del farmaco veterinario - che include la ricetta elettronica - rappresenta un passo decisivo nel garantire la correttezza dell’utilizzo del farmaco negli allevamenti; il riscontro di pericoli emergenti tra i contaminanti organici, come le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas); micotossine e metalli pesanti che continuano a rappresentare una problematica di difficile risoluzione tra i contaminanti.

E ancora, i controlli nel 2017 hanno portato alla luce "il mancato rispetto del buono stato di conservazione degli alimenti in particolare dei prodotti ittici; la non conformità a criteri microbiologici di sicurezza alimentare per presenza di Escherichia coli inclusi gli Stec, salmonella Spp e Listeria monocytogenes; la presenza di allergeni non dichiarati negli alimenti, soprattutto soia e uova.

Il 2017 è il primo anno di applicazione dell’Intesa 212/Csr del 10/11/2016 con le "Linee guida per il controllo ufficiale ai sensi dei Regolamenti (CE) 882/2004 e 854/2004", che prevede una nuova modulistica, e non è quindi possibile effettuare una comparazione corretta dei dati relativi al 2017 con gli anni precedenti. La relazione, che è divisa in 5 capitoli, si può consultare al link http://www.salute.gov.it/relazioneAnnuale2017/homeRA2017.jsp.

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