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Salute: il pediatra, sì a negozi chiusi domenica e stop compiti per il lunedì

La famiglia avrà più tempo per vivere intensamente i rapporti con vantaggi educativi e formativi

Salute: il pediatra, sì a negozi chiusi domenica e stop compiti per il lunedì

Roma, 10 set. (AdnKronos Salute) - "Sì ai negozi chiusi la domenica, ma anche niente compiti a casa per il fine settimana. La famiglia, che ha la priorità di stare insieme, libera anche dall"obbligo' scolastico avrà più tempo per vivere intensamente i rapporti familiari, con un vantaggio anche educativo e formativo". A dichiararlo all'AdnKronos Salute è il pediatra Italo Farnetani, professore ordinario alla Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta, che riguardo al dibattito sulla chiusura degli esercizi commerciali nei giorni festivi si dice "perfettamente d'accordo" con la proposta del Governo, verso la quale in passato si era espressa favorevolmente anche la Cei.

"Le famiglie che hanno uno genitore che lavora nel commercio sono costrette a passare la domenica nei centri commerciali - osserva il pediatra - In questo modo si va ad intaccare quel rapporto privilegiato che è importantissimo dal punto di vista relazionale. Per i bambini è fondamentale vedere e stare in compagnia dei nonni e degli zii. Inoltre - sottolinea - fino a 6 anni i bambini hanno la tendenza a giocare coi propri genitori più che con i loro coetanei, perciò i momenti di aggregazione vanno promossi. Consideriamo poi che i rapporti personali nella famiglia sono molto alti, basta pensare che il 26% delle famiglie consuma un pasto domenicale insieme ai parenti. Oltretutto - puntualizza - passando la domenica al centro commerciale si favorisce anche l’obesità, in quanto si cammina poco e si consumano snack ed altri prodotti ad alto contenuto calorico e ricchi di acidi grassi".

Come si devono tener chiusi gli esercizi commerciali, "per gli stessi identici motivi non si devono svolgere i compiti per il lunedì, altrimenti le famiglie, anziché andare a fare shopping, dovranno restare in casa per lo svolgimento dei compiti, ottenendo un danno maggiore", aggiunge Farnetani.

"Gli studenti - sottolinea il pediatra - devono vivere il fine settimana con i genitori, non farsi aiutare da loro per fare i compiti. Il rischio dei compiti è superiore a quelle dei negozi aperti. I ritmi cronopsicobiologici - spiega - indicano che il massimo apprendimento si ha dal lunedì al venerdì: nel fine settimana si entra in uno spirito di vacanza, festa e gioia, rilassatezza che non facilita l'apprendimento. C'è poca concentrazione, gli studenti apprendono meno e controvoglia. Del resto - conclude - già una Circolare Ministeriale del 1969 vietava l'assegnazione dei compiti per il lunedì e la programmazione di compiti in classe per lo stesso giorno. Il Governo dovrebbe farla rispettare".

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