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Salute

Morbillo, a Catania torna l'allarme: otto casi in dieci giorni

Di Redazione

CATANIA - E’ nuovo allarme dei sanitari per una recrudescenza dei casi di morbillo nel Catanese, dopo l’epidemia che l’anno scorso provocò nel nostro capoluogo cinque decessi (un bambino e quattro adulti, tutti sotto i 40 anni). Secondo gli ultimi dati che emergono dai presidi sanitari il nuovo focolaio della malattia infettiva, al momento starebbe, interessando attivamente l’area del Calatino e dell’Ennese, con undici casi ricoverati all’ospedale di Caltagirone. Sembra, però che molti di questi giovani infetti provenga dall’Ennese dove il focolaio sarebbe più consistente. Una modesta recrudescenza della malattia infettiva si sta verificando anche a Catania dove in due giorni i casi di Morbillo ricoverati sarebbero più di cinque e precisamente due al Cannizzaro (questi casi sono però ancora da confermare), 1 al Policlinico e due al Garibaldi Nesima.

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Ora cinque ricoverati nei presidi ospedalieri fanno supporre almeno il doppio se non il triplo di casi di malati curati a casa forse perché non troppo gravi. Visto e considerato che un paziente con morbillo rischia di infettare in un solo giorno anche una ventina e oltre di persone non vaccinate che vengono in contatto con lui, si capisce come nei prossimi giorni si capirà se il piccolo focolaio riscontrato è soggetto a riduzione oppure ad aumento della diffusione e in questo caso bisognerebbe capire se nei pronto soccorso della città e attiva la normativa per le sale di biocontenimento oppure tutto procedere “alla carlona”.

Ovviamente un eventuale aumento dei malati dipenderà dal numero di persone che ancora, nonostante l’allarme lanciato già l’anno scorso dai medici tra la popolazione più a rischio, non si è vaccinata. Perché al di là dell’aumento della percentuale di vaccinazione sembra che allo stato ci siano ancora in circolazione molti soggetti non vaccinati e aderenti alla categoria dei «no vax» che non si rendono conto del pericolo al quale potrebbero andare incontro.

I soggetti che più devono temere per la malattia sono i giovani debilitati, appartenenti a una fascia di età che va dai venti anni e sino ai 35-40. «Allo stato - spiega il dott. Bruno Cacopardo, primario del reparto di malattie infettive dei Garibaldi Nesima - nell’arco di una decina di giorni abbiamo ricoverato otto casi di giovani con morbillo, cinque addirittura da venerdì scorso. Al momento abbiamo un paziente maschio di 33 anni in condizioni gravi per una severa polmonite da morbillo».

«Purtroppo - continua il primario - ci sono ancora molti giovani non vaccinati. Alcuni giorni fa mi sono imbattuto in una giovane di 16 anni con una febbre sospetta che stavo per ricoverare in reparto, salvo poi desistere quando ho saputo dalla mamma che non era stata vaccinata...Con candore la madre mi ha detto...“Non l’abbiamo vaccinata a nulla perché siamo no vax”. A quel punto l’ho dovuta rimandare a casa per non rischiare che venisse infettata anche dal morbillo...».

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