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Salute

Firmato il contratto nazionale dei medici: 200 euro di aumento per i dirigenti

Di Redazione

ROMA - E’ stato sottoscritto oggi nella sede dell’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) il Contratto Collettivo nazionale di lavoro dell’area Sanità relativo al triennio 2016-18. Dopo la firma dell’ipotesi contrattuale del 24 luglio, è stato definitivamente firmato il contratto che riguarda circa 130.000 dirigenti medici, veterinari, sanitari e delle professioni sanitarie confluiti nella nuova Area dirigenziale della Sanità. «Dopo l’intesa di ieri sul Patto per la salute un altro traguardo è stato raggiunto. Si tratta di un risultato molto importante per una categoria di professionisti che rappresenta un 'presidiò di qualità e un fiore all’occhiello del nostro Servizio sanitario. Un ringraziamento particolare, per l’apporto fornito, va sia allo staff dell’Aran che alle organizzazioni sindacali», affermano in una nota congiunta il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, e il presidente del Comitato di Settore Regioni- Sanità, Sergio Venturi (assessore della Regione Emilia-Romagna). 

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«All’inizio dell’anno - sottolineano - sembrava impossibile che si riuscissero a conciliare le diverse posizioni e che si potesse arrivare alla firma entro la fine dell’anno. E’ davvero un segnale importante per il Servizio sanitario e per i cittadini. Sappiamo - concludono Bonaccini e Venturi - che il contratto non risponde a tutte le aspettative delle categorie interessate, ma rappresenta davvero un passo in avanti importante e tutt'altro che scontato. Lo consideriamo il preludio migliore per l’apertura della nuova stagione contrattuale».

Il testo affronta in modo più sistematico i principali istituti contrattuali, dovuti a diversi interventi legislativi che si sono susseguiti nel tempo. Sono stati risolti diversi nodi, a partire dalle relazioni sindacali con una regolazione semplificata ed unitaria della materia. Sono state ampliate ed innovate alcune tutele, ad esempio quelle concernenti le gravi patologie che necessitano di terapie salvavita, le misure in favore delle donne vittime di violenza, le ferie e i riposi solidali per i dirigenti che debbano assistere figli minori bisognosi di cure.

Un rilievo particolare è dato alla specialità di questa dirigenza, con un nuovo sistema degli incarichi per valorizzare la carriera dirigenziale, anche professionale, e nel relativo sistema di verifica e valutazione. Sotto il profilo economico, il contratto prevede incrementi a regime del 3,48%, che corrispondono a un beneficio medio complessivo di poco più di 190 euro/mese. C'è poi una rivalutazione degli stipendi tabellari a regime di 125 euro al mese per tredici mensilità a cui si aggiungono gli ulteriori incrementi che hanno interessato la parte accessoria del salario, con una particolare attenzione agli istituti retributivi più direttamente correlati alla erogazione dei servizi (guardie mediche e retribuzione di risultato). 

Il ministro

«Si riparte con gli aumenti salariali, con la valorizzazione della carriera, con le tutele ai più giovani e alle donne, e con il sostegno per le situazioni di disagio. I nostri medici sono una risorsa preziosa per il Paese. Oggi finalmente è stato firmato, dopo oltre un decennio, il rinnovo del contratto ed è una bella notizia». Lo sottolinea il ministro della Salute, Roberto Speranza, commentando la firma dei sindacati in sede Aran del rinnovo contrattuale dei medici del Servizio sanitario nazionale. «Si è andati a migliorare, in alcuni casi a raddoppiare, le indennità per i medici che fanno le guardie notturne e festive e che lavorano nei pronto soccorso. Poi - rileva il ministro in una nota - ci sono gli aumenti del tabellare, gli arretrati contrattuali, l’aumento della posizione fissa e molto altro ancora». Ed ancora: «Ora i giovani medici precari possono cumulare i periodi di lavoro diversi e ottenere dopo 5 anni il primo scatto di 5500 euro all’anno. E per i medici più anziani c'è la possibilità di essere esonerati dalle guardie», afferma il ministro. 

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